Hotel Shampoo

Gruff Rhys mi sta molto simpatico, da sempre, sia come frontman dei Super Furry Animals che come cantautore solista. Me lo immagino come il coinquilino del piano di sopra che sta sempre a far casino, spostare mobili, piantare chiodi nel muro, ma poi quando vai su a protestare ti offre una tazza di the, ti mostra la sua ultima opera d’arte e ti suona una canzone con la sua chitarra sgangherata… E tu dimentichi perché sei lì, ma sei contenta di esserci. Magari Gruff Rhys non è così, magari è uno stronzo, magari fa casino e basta, ma a me piace pensare che sia un buontempone gallese, soprattutto dopo aver scoperto che il titolo di questo disco, Hotel Shampoo (Ovni/Turnstile/Self), deriva dalla sua compulsione per le boccette di shampo degli alberghi che non può fare a meno di collezionare fin dal 1995 (primo tour con i Super Furry Animals). Come i primi due album da solista, Yr Atal Genhedlaeth (Placid casual, 2005) e Candylion (Rough Trade, 2007), anche questo è caratterizzato da una cura più che attenta per gli arrangiamenti e per il suono, sia come idea generale che come fissazione per i dettagli (il ragazzo ha qualche mania…). Le tredici canzoni sono state scritte e registrate all’incirca nello stesso periodo in cui Rhys stava realizzando il suo “psichedelico western musicale” Seperado!, che lo aveva portato a percorrere il Sudamerica fino alla Patagonia, ex-colonia del suo Galles. E l’influenza di quei posti così lontani e diversi si è infilata fra le maglie del suo elegante e stralunato songwriting, arricchendosi di nuovi suoni e nuovi colori. Il fascino tropicale ha lasciato il segno soprattutto sulle melodie del disco, orecchiabili e coinvolgenti, di quelle che se chiudi gli occhi ti vedi sotto le palme a sorseggiare un cocktail alla frutta con tanto di ombrellino infilato nel bicchiere. Ci sono canzoni più esotiche, come “Sensation in the Dark” e “Vitamin K”, che partono con ritmiche samba e si scaldano con brillanti ottoni mariachi, e altre meno sorprendenti, come la beatlesiana “Sophie Softly”. La mia preferita è “Christopher Columbus”, un’esplosione di suoni che racconta la tragica caduta della civiltà Maya intrecciandola alla fine di una storia d’amore.
Nota per i curiosi: l’uscita di Hotel Shampoo è accompagnata da un’installazione, in mostra al Chapter Arts Centre di Cardiff, che consiste nella ricostruzione di un albergo in miniatura contenente le centinaia di bottigliette di shampoo raccolte negli alberghi da Mr. Rhys.

 

Hotel Shampoo (Ovni/Turnstile/Self)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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