Bow Wow

A fine marzo i Forty Winks sono finalmente tornati con un nuovo album, Bow Wow (Unhip Records) e vorrei che questo accadimento non passasse inosservato. I Forty Winks mi ricordano gli anni bolognesi ormai andati e mi piacciono molto. E tra l’altro non piacciono solo a me… Tanto per fare un esempio, il loro album d’esordio To the Lonely Hearts (Trashed Records, 2001) era stato ristampato negli Stati Uniti dalla End Records e la rivista Alternative Press li aveva inseriti addirittura fra i venticinque migliori gruppi europei, insieme a The Hives e Hellacopters. Nel frattempo il suono della band si è evoluto, si è modellato sulla metamorfosi personale e artistica dei suoi quattro (oggi cinque) componenti. Restano la potenza delle chitarre, i riff graffianti e i ritornelli orecchiabili, ma le ritmiche si fanno più varie e si aggiungono buone ma ponderate dosi di synth, insieme a un cantato più maturo e curato. Bow Wow è la fotografia dei Forty Winks di oggi: un bell’album rock che svela progressivamente svariati allargamenti di fronte, dal rock’n’roll più scanzonato alle digressioni noise, dallo stoner alla new wave, senza mai peccare di presunzione.

Bow Wow (Unhip Records)

 

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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