Mal di Punkreas

Non penso che in vent’anni di musica punk e vita on the road ai Punkreas fosse mai capitata una nottata infelice come quella di due giorni fa. E mai si sarebbero immaginati di passare questa brutta avventura adesso, da quarantenni padri di famiglia.
Paletta e compagni si trovavano in un albergo alle porte di Torino, dove erano rientrati dopo un bel concerto al Nichelino Sound Fest, ma per loro sfortuna nello stesso posto c’era anche un nucleo di carabinieri di servizio in Val di Susa. E così, forse frustrati dal lavoraccio che fanno o forse incazzati per averne prese un po’ dai manifestanti NoTav (ai quali va tutto il mio appoggio), questi coraggiosi paladini della giustizia e dell’ordine morale hanno pensato bene di rifarsi su qualcun altro. Non gli sembrava vero di potersela prendere con cinque “punkettoni drogati” (due addirittura con i dread…) incolpevoli e ignari di tutto, che se ne stavano tranquilli a chiacchierare nella loro stanza dopo una serata di musica.

Punkreas

Riporto alcuni passaggi del comunicato diffuso dalla band. “Alcuni di noi, come da consolidata tradizione, si ritrovano nella camera di Paletta per parlare del concerto appena effettuato e fare gli ultimi saluti prima di raggiungere le rispettive stanze. Dopo circa un’ora, il gruppetto si scioglie e restano nella stanza solo Paletta, Gagno e il fonico Gianluca Amen, che continuano a chiaccherare.
Quando sono circa le 03:30, senza aver avuto peraltro alcun avviso o richiamo né dalla direzione né dagli ospiti delle stanze confinanti, i tre sentono dapprima bussare violentemente alla porta e subito dopo cominciano ad avvertire difficoltà respiratorie che in breve diventano sempre più pronunciate, unitamente a bruciore intensissimo a gola e occhi. In breve, si rendono conto che qualcuno sta pompando gas urticante da sotto la soglia della porta della camera. Sentendo rumori e grida di sfida e di scherno dall’esterno, e nonostante la situazione sia resa anche più grave dall’impossibilità di aprire completamente la finestra della camera , i tre decidono di non uscire, per timore di aggressioni fisiche. Si chiudono momentaneamente nel bagno, sperando così – e con l’ausilio degli asciugamani bagnati – di limitare i danni e resistere a quello che sembra un vero e proprio assalto.”
Ma si può?! Pompare gas urticante dentro la camera di onesti cittadini, soltanto perché non rispondono ai canoni retrogradi del militare ottuso?!
“Immaginatevi tre persone chiuse in una camera satura di gas iniettato dall’esterno da un numero indefinito ma alto di militari che gridano di volersi vendicare di un tono di voce – a loro detta – troppo alto. Nel frattempo qualcuno nelle stanze vicine sente qualcosa. Il primo ad affacciarsi è Anti (Anti L’Onesto aveva aperto il loro concerto, NdR), che subito si trova la strada sbarrata da tre militari in borghese, muniti di manganello. Il rapper viene schiaffeggiato, malmenato e spinto nel bagno. Gli viene intimato di non uscire dalla stanza e di ‘farsi i cazzi suoi’. A questo punto si sveglia il band manager Ruvido che si rende subito conto della gravità della situazione e chiama immediatamente ambulanza e carabinieri di Nichelino. Nel frattempo band e crew si compattano per affrontare la situazione. Solo a quel punto, rendendosi conto di avere a che fare con persone che potrebbero godere di attenzione mediatica, i militari cambiano repentinamente atteggiamento tentando di minimizzare l’accaduto. Appaiono graduati che si offrono insistentemente di trovarci dapprima delle nuove camere, poi addirittura un nuovo hotel.
Ovviamente rifiutiamo, raccogliamo i nostri bagagli e ripartiamo da Torino con destinazione casa. Abbiamo deciso di rendere noto l’accaduto non solo perché di per sé vergognoso e meritevole di suscitare indignazione, ma anche perché abbiamo avuto la netta sensazione che le cose sarebbero precipitate ulteriormente se non avessimo dato velocemente l’impressione di avere immediati e sufficientemente influenti contatti esterni (agenzia, ufficio stampa, avvocato). Per una lunghissima mezz’ora noi, e in particolare i tre chiusi in camera ci siamo sentiti come devono essersi sentiti Uva, Cucchi, Aldrovrandi, e tanti, tantissimi, troppi altri finiti senza possibilità di difendersi nella mani di chi abusa del suo potere per scopi che nulla hanno a che vedere con l’ordine pubblico.”
Non mi sembra che ci sia molto altro da aggiungere, questa storia parla da sola. Lo squallore e la piccolezza intellettuale di gran parte forze dell’ordine ormai non mi stupiscono quasi più, però mi fanno veramente incazzare. E noi privati cittadini ci dovremmo fidare di questi che dovrebbero vigilare sulla nostra sicurezza, quando ogni giorno si sentono o si vivono sulla propria pelle episodi di abusi da parte di chi indossa una divisa (dal vigile urbano al carabiniere, dal poliziotto al parà). E purtroppo in tanti casi chi li subisce non è così fortunato da poter diffondere un comunicato il giorno dopo.

 

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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