Arabxilla

Stavolta mi trovo di fronte a un disco strano. Non riesco a capire se mi piace davvero oppure no. O meglio, ci sono alcune cose che mi piacciono moltissimo e altre che mi sembrano fuori posto. Appunto, il disco di Aérea Negrot è strano e non è nemmeno esattamente in linea con la sua etichetta, la techno hipster BPitch Control di Ellen Allien. Comunque, non mi viene l’impulso di togliere il cd dallo stereo (quanta roba non resiste più di mezzo minuto…) e non posso fare a meno di restare affascinata dal personaggio stravagante e dalla sua musica multikulti. Lei, Aérea Negrot (un nome d’arte bellissimo), è già famosa per essere la vocalist del progetto Hercules & Love Affair, ma con quello Arabxilla non ha così tanto in comune se non l’esuberanza espressiva. Qui l’artista venezuelana che ha girato il mondo per approdare nella vitale Berlino ci prende per mano, rimescolando in un cangiante meltin’ pot sonoro le tappe di un viaggio che ha toccato pure altri luoghi d’Europa e del mondo come l’immancabile Londra. Se musicalmente passa dall’art pop sintetico al deep soul elettronico con momenti techno e house e divagazioni disco anni Settanta persino latineggianti (funzionale la co-produzione con Tobias Freund), è attraverso la voce che Aérea Negrot cambia pelle con più naturalezza. Non solo usando lingue diverse (spagnolo, inglese e tedesco), ma anche sperimentando con le sue caratteristiche timbriche e accostando con disinvoltura generi e stili, dal teatro politico all’avanspettacolo, dall’opera classica alla spoken word. Tra Grace Jones e Maria Callas, Laurie Anderson e Antony, Einstürzende Neubauten e Nico, Klaus Nomi e Marika Papagika, quest’artista multiforme e ammaliante riesce a incrociare graffiante negritudine e freddezza mitteleuropea, mostrando una dose di coraggio e indipendenza intellettuale che in pochi hanno. Come gridare un liberatorio “Fuck the mainstream!”

Arabxilla (BPitch Control)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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