Douglas & Dawn

Il deserto americano è uno dei tòpos più frequentati dal cinema e dalla musica del nostro tempo e il collettivo Sacri Cuori ci regala una suggestiva colonna sonora per quell’idea geografica tanto affascinante con l’album Douglas & Dawn. Ai più attenti di voi non sarà sfuggito che questo lavoro è già uscito l’anno scorso in 500 copie numerate in vinile bianco 180 gr. per la Interbang Records, ma da poche settimane è stato ristampato in formato digitale per l’etichetta Gusstaff Records. Lasciando stare le solite questioni “vinile vs. cd”, qui trovate quattro tracce inedite in più, che non è poco.
Sacri Cuori è un collettivo, o meglio, un super-gruppo, perché la scintilla iniziale scoccata dal chitarrista Antonio Gramentieri (ideatore, fra le altre cose, del festival Strade Blu) ha finito per coinvolgere tanti meravigliosi musicisti della scena rock “alternativa” americana e altrettanti di casa nostra. Il punto di partenza è stato la realizzazione della colonna sonora del film The Gilgamesh Tale di Heriz Bhodi Anam, ma difficilmente un certo numero di artisti di questo livello riuniti intorno a un progetto si limita a fare il compito assegnato, per quanto bello e interessante come in questo caso. E, infatti, da lì all’album il passo è stato breve.
Registrato a Tucson, Arizona, Douglas & Dawn è la rilettura contemporanea del blues viscerale delle origini. Sa di polvere, di terra arida e aria secca, di un vivere lento e faticoso, di un sole rosso che riscalda anche al tramonto e di ombre lunghe proiettate sul niente. E se il blues è nella pancia, nelle vene scorre anche altro: ci sono i suoni dilatati della psichedelia, i fiati raffinati del jazz e le atmosfere cinematiche dei maestri italiani Rota e Morricone (inevitabile il richiamo allo Spaghetti western). Ogni musicista, da Gramentieri al batterista Diego Sapignoli, da John Convertino a Howe Gelb, da John Parish a Jacob Valenzuela e Nick Luca dei Calexico, da Marc Ribot ad Anders Pedersen e Thøger Lund dei Giant Sand, da Bill Elm a James Chance (ma la lista dei contributi è più lunga), porta il proprio bagaglio di esperienza attraverso tocchi ben dosati e assoli discreti, amalgamandosi agli altri con gusto ed equilibrio. Un album evocativo e fascinoso, ideale colonna sonora di un viaggio, mentale più che fisico.

Douglas & Dawn (Gusstaff Records/Family Affair)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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2 Responses to Douglas & Dawn

  1. claudiagalal says:

    Grazie! E complimenti per il Lettone di Putin… molto divertente!

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  2. Ciao,
    complimenti per il blog. L’ho trovato leggendo un libro di cui hai curato la traduzione (The New Rockstar Philosophy).
    A presto

    Greg

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