Humor Risk

Fra i tanti cantautori della scena nordamericana, Cass McCombs è uno dei miei preferiti. Un po’ misterioso, defilato, enigmatico, lo trovo più interessante di Bonnie “Prince” Billy e di Bill Callahan, che a lui vengono sempre accostati. Cass McCombs è imprevedibile, fa un disco scuro e “barocco” ad aprile (il bellissimo Wit’s End) e sette mesi dopo uno ironico e minimale come questo Humor Risk, altrettanto bello.
Qui si avverte il sollievo del ritorno a casa, la gioia di ritrovare le proprie cose e, soprattutto, le energie spese in giro. C’è un po’ di leggerezza, ma di quella intelligente e positiva, che ti permette di tirare il fiato e ripartire con un nuovo slancio, che ti strappa un sorriso senza motivo e ti fa sentire meglio, nonostante gli inevitabili tormenti interiori e le sofferenze amorose. L’atteggiamento è indubbiamente rock, non solo nei momenti più ruvidi alla Velvet Underground, come nell’iniziale “Love Thine Enemy”, ma anche dove prevalgono la dolcezza melodica alla George Harrison o una certa morbidezza folk. Cass McCombs dice tante cose, Humor Risk è un album pieno di parole, eppure non ti annoia e non si comporta come un maestro di vita (difetto di molti cantautori), ma piuttosto come un amico con cui stappare una birra alla faccia dei tanti problemi di tutti i giorni.

Humor Risk (Domino/Self)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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