This Silence Kills

Qualche anno fa un produttore dalle grandi doti di talent scout come Dj Koze affermò che Dominique Dillon de Byington aka Dillon “aveva un brillante futuro davanti a sé”. Gli piacevano la sua voce “comodamente imperfetta” e il suo carattere morbido ma deciso. Pare che non avesse tutti i torti.
Da pochi giorni è uscito l’album di debutto di questa cantante un po’ stravagante e un po’ naïf, intitolato This Silence Kills e pubblicato da un’etichetta famosa non certo per le sue produzioni cantautorali come la BPitch Control. Ma anche la signora della techno Ellen Allien è una che ci vede lungo e, soprattutto ultimamente, non ha paura di mettere il piedino fuori dai familiari confini della cassa dritta.
La storia di Dillon comincia con un lungo viaggio fino a Colonia e con un paio di video fatti in casa e postati su YouTube, che le hanno aperto le porte della musica, quella “vera”, e l’hanno portata su un palco armata di tastiera, microfono e una manciata di canzoni non ancora finite. Ma le idee erano buone e le emozioni arrivavano al pubblico.
Dopo la collaborazione con il gruppo techno-pop Coma per il singolo “Aiming for Destruction” (apparso sulla compilation Werkschau della stessa BPitch) e la pubblicazione del 12″ Ludwig per la Combination Records, è finalmente arrivato anche il vero e proprio disco d’esordio della giovane cantautrice, scritto interamente da lei e prodotto insieme a Thies Mynther (del misterioso duo Phantom/Ghost) e Tamer Fahri Özgönenc (del collettivo post-Krautrock MIT).
Il risultato è perfettamente rappresentato dalla copertina dell’album: il ritratto di una bellezza malinconica, segnata da un’inquietudine tutta interiore, che in un istante potrebbe aprirsi in un disarmante sorriso. Così è anche la musica di Dillon, sospesa tra la leggerezza del pop e l’incombenza dell’elettronica , tra la chiarezza della forma-canzone e l’opacità dei suoni digitali. La sua voce, brillante e versatile (un po’ Björk e un po’ Robyn) guida il percorso lungo le dodici tracce che compongono l’album, esprimendo il desiderio evidente di vivere in un mondo che poco ha a che fare con il nostro, così dipendente dalle cose terrene e dai bisogni primari. Dillon canta di un mondo surreale, guidato solamente dalle passioni e dalle fantasie di ognuno, belle e brutte, misteriose e indecifrabili, dai sogni come dagli incubi.
Be’, dimenticarsi momentaneamente della realtà è sano, purché duri il tempo di un disco.

This Silence Kills (BPitch Control)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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2 Responses to This Silence Kills

  1. ilpeppa says:

    Me lo fai sentire??

    Like

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