Home Again

A volte si resta senza parole. Davanti a una cosa molto molto bella, come un tramonto rosso fuoco, un quadro di Kandinskij o il primo disco di Michael Kiwanuka.
L’esordio del giovane cantautore londinese, Home Again, è una boccata d’ossigeno, un dono prezioso da ascoltare a occhi chiusi lasciando correre i pensieri. È vero, non c’è niente di innovativo nel suo folk-soul dal sapore retro, ma non c’è nemmeno motivo di sperimentare a tutti i costi quando si scrivono canzoni così efficaci e immediate. Dieci e lode anche al produttore Paul Butler (già musicista nei Bees), che ha costruito intorno a esse un universo sonoro affascinante e sofisticato. Arrangiamenti eleganti, ricchi di sfumature e dettagli, ma senza barocchismi gratuiti e inutili orpelli: tutto si tiene e tutto si sente, dalla più piccola percussione alle sezioni di archi e di fiati, e ogni colore esalta la voce intensa e avvolgente di questo good guy.

Home Again (Polydor/Warner)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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