Songs

Che musica balleranno tutti questi designer from all around the world nelle loro feste esclusive del fuorisalone milanese?! Direi che non ce ne frega un bel niente.
Sarà che ho la nausea di questa marea di gente super-trendy che invade noncurante i miei spazi quotidiani, sarà che mi sembra sempre la stessa pappa, sarà che odio le situazioni must-be, ma preferisco stare nel mio fichissimo dentrosalotto ad ascoltare la musica che piace a me e… fuck the world!
Al mio party davvero esclusivo non si entra se si hanno i Rayban Wayfarer, il ciuffo spettinato per finta e i jeans stretti col risvolto. Non si parla di mobili, soprammobili e oggetti di dubbio gusto che però bisogna dire per forza che sono belliiiiiiissimi e molto utili. Non si beve alcol pessimo in bicchierini di plastica triangolari dalla capacità ridotta. Al mio party davvero esclusivo faccio quello che mi pare e scelgo io la compagnia e la musica.
Stasera le casse del mio stereo diffondono il nuovo disco di Rusko, Songs, e se mi va mi metto pure a ballare sopra il tavolino.
Divertente e parecchio tamarro, questo album non è all’altezza del suo predecessore O.M.G.! – questo bisogna ammetterlo – però le indispensabili doti di paraculaggine e furbizia consentono al caro Rusko di raggiungere in scioltezza la sufficienza abbondante. Gli ingredienti sono gli stessi: dubstep sudatissima, raggae scuro e ruvido, electro aggressiva… È la musica di uno che vuol fare il macho ma sa prendersi in giro. È quello che ci prova ma è simpatico.
Fra bassi profondissimi, sintetizzatori risoluti e voci diverse, capita anche di sentire rumore di sedano sgranocchiato, la suoneria frog (o così mi è parso…) del mio cellulare antidiluviano e quei suoni inconfondibili che identificano Rusko come l’iniziatore di una certa tendenza della dance attuale. Un paio di tracce sono forse troppo “pulite” (perfette per la pubblicità di una compagnia telefonica o di un gelato panna e cioccolato) e un paio di tracce potrebbero persino riempire uno stadio (“Somebody to Love” e “Opium”), ma le mie preferite sono quelle che attingono direttamente dai suoni della Giamaica, come “Skanker”, “Love No More” e “Mek More Green”.
Welcome to my dentrosalotto, where I can do what I want!

Songs (Mad Decent/Self)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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