Mr. Impossible

I Black Dice sono uno di quei gruppi della scena newyorchese (di Brooklyn, per l’esattezza) abituati a fare quello che gli pare. Per questo mi piacciono, perché se ne infischiano delle regole, perché giocano con i generi e impastano i loro dischi con tutto quello che gli passa per le mani. E anche perché a vederli non gli daresti due lire, mentre quei quattro (ora rimasti in tre) ragazzotti pallidi sono sempre stati molto avanti.
Partiti a fine anni Novanta dal noise-hardcore e da una serie di concerti violentissimi, i Black Dice hanno progressivamente innestato nella loro musica scorie di diversa provenienza, dalla minimal techno alla disco, dall’hip-hop alla psichedelia, dal punk al dub, facendo della manipolazione sonora, spesso improvvisata e portata agli estremi, la loro cifra stilistica. Sembrerebbe una follia sperimentale e totalmente astratta, ma tutto questo riesce a essere anche molto pop.
Se qualcuno non ci crede, provi ad ascoltare il loro ultimo album, Mr. Impossible, appena uscito per la label Ribbon. Forse un po’ meno divertente rispetto ad altri precedenti, questo disco è comunque infarcito di una certa giocosità: il trattamento vocale di “Pigs” o di “Outer Body Drifter”, il loop di “Spy vs. Spy” che finisce con una sillaba tronca e sembra un inizio di rutto, le finte citazioni sonore dalle produzioni mainstream o dalla dance tamarra, le cellule melodiche che s’insinuano fra i rumori elettronici, il contrasto tra urbano e tribale, sono tutti elementi che alleggeriscono la tendenza dei Black Dice a radicalizzare la loro pratica produttiva basata sulla manipolazione delle fonti sonore in tempo reale e, soprattutto, ce li rendono simpatici.
Se vi capita, andatevi anche a vedere il loro progetto non musicale del 2005, ovvero un libro di 128 pagine di collage realizzato in collaborazione con il fotografo Jason Frank Rothenberg. Avrete una visione molto più chiara dello spirito di questa band di pazzerelli.

Mr. Impossible (Ribbon/Domino/Self)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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