Cancer 4 Cure

In una certa parte del mondo hip hop, quella diciamo “alternativa”, sono fondamentalmente tre i nomi che si fanno per darsi un tono e dimostrare la propria cultura. E sono J Dilla (R.I.P.), MadLib ed El-P.
In effetti c’è un motivo, si chiama genialità.
Prendiamo, per esempio, l’ultimo album di El-P, Cancer 4 Cure.
È quasi perfetto, e persino più accessibile e comprensibile dei suoi dischi precedenti.
Come al solito, il newyorchese El-Producto si esprime su diversi livelli di comunicazione, intrecciando significati e narrazioni. Si arrabbia, incita alla sollevazione contro questa società malata, ne scopre le cellule malate e prevede un futuro anche peggiore di questo presente disastroso.

“so you should pump this shit like they do in the future
pump this shit,
in your floating whip system
pump this shit,
in the bread line, the prison,
pump this shit,
from the chip under your wrist skin”
(“The Full Retard”)

Allo stesso tempo parla di sé, delle sue paranoie e delle sue ansie, e racconta episodi di vita vissuta, risalendo fino agli anni dell’infanzia e al primo incontro con la musica.
E poi c’è il metadiscorso sull’hip hop, perché il rap è sempre una dichiarazione di superiorità sul rap di qualcun altro. La ricerca del beat migliore e del flow più coinvolgente, il bisogno di trovare la rima inaspettata e di far correre la lingua per stendere l’avversario al tappeto. Il backpacker hip hop, ovvero l’hip hop fatto da bianchi e ascoltato soprattutto da bianchi, non è certo da meno, soprattutto perché deve pure superare il complesso di confrontarsi con una materia non proprio nel suo dna.
Ma, tornando a El-P, lui di certo complessi d’inferiorità non ne ha, giustamente. “I’m going to stab you”, aveva detto, e ha mantenuto la promessa.
Cancer 4 Cure è un album scuro, rabbioso e inquieto. Il risultato di una cultura musicale ampia, che ha assorbito e trasformato influenze jazz, rock e techno-industrial insieme all’hip hop. Su qualunque piano lo consideriamo, questo disco non ci può lasciare indifferenti. Nella lunga lista di ospiti speciali troviamo anche Paul Banks degli Interpol (che qui riesce addirittura a non essere noioso), Mr. Muthafuckin’ eXquire, Danny Brown, Killer Mike e Nick Diamonds, che si danno il cambio al microfono o duettano con un El-P in piena forma.
Insomma, vale la pena dare almeno un ascolto, se non altro per non farsi trovare impreparati alla prossima discussione sulla trinità semi-divina dell’hip hop.

Cancer 4 Cure (Fat Possum)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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2 Responses to Cancer 4 Cure

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