Long.Live.A$AP

Provo ogni giorno a tenere tranquilla la “tamarra” che è in me. Giuro, i pantaloncini extra-large dei Lakers li metto solo in palestra e qualche volta tiro fuori dall’armadio il cappottino da fanciulla gentile.
Però ogni tanto devo permetterle di sfogarsi e per fortuna c’è sempre qualcuno che viene in nostro soccorso.
Oggi ci aiuta il rapper newyorchese A$AP Rocky, che pubblica finalmente il suo album di debutto dopo il clamoroso mixtape del 2011, Live.Love.A$AP.
Come spesso capita, l’uscita ufficiale spinge il giovane artista verso tendenze più praticate e canoni meno radicali rispetto a quanto ci aveva fatto sentire in passato insieme al produttore Clams Casino. Se i testi restano all’interno dell’ormai consolidato orizzonte del rap che vuole l’uomo in ascesa alla continua ricerca di “PMW (All I Really Need)”, dove possiamo facilmente intuire per cosa stiano le iniziali P M W, è nel suono che avevamo trovato gli elementi nuovi di A$AP Rocky e di Clams. Le atmosfere morbide e ovattate in contrasto con testi certamente meno delicati erano la chiave vincente di quel mixtape, portatore di una coraggiosa estetica dell’hip hop, ma queste sonorità sfocate e i beat rallentati rimangono solo in un paio di episodi, quelli realizzati con lo stesso Clams (“LVL” e “Hell”).
Per ognuna delle altre tracce c’è un diverso produttore (o quasi) e questo turnover regala al disco una certa varietà stilistica, che si rivela funzionale a soddisfare la chiara aspirazione mainstream di A$AP Rocky (sempre per tornare ai suoi “reali bisogni”) . L’obiettivo di “mercato” (parola che ormai va presa con le pinze e ovviamente ridimensionata) sarà molto probabilmente raggiunto, soprattutto considerando che a metterci le mani è gente come Skrillex, Danger Mouse e i Birdy Nam Nam e che fra gli ospiti speciali ci sono Santigold, Kendrick Lamar e Drake, ma questi stessi nomi sono contemporaneamente una garanzia di qualità nel genere.
Insomma, è evidente che “Fu**in’ Problems” e “Wild for the Night” siano due tracce ruffianissime, ma proprio per questo è inevitabile farsi conquistare. E, vi ricordo, stavo cercando qualcosa per la “tamarra” che è in me. Oggi è Long.Live.A$AP. Vorrà dire che l’altra, quella che fa l’intellettuale dell’hip hop, continuerà ad ascoltare il mixtape e a storcere il naso nel constatare che ormai c’è dubstep davvero dappertutto.

Long.Live.A$AP (Sony RCA)

Long.Live.A$AP (Sony RCA)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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