Collections

Il primo album dei Delphic, Acolyte (2010), mi era piaciuto tanto, neworderiano ed elettronico. A tre anni di distanza esce finalmente il secondo, Collections, e non c’entra nulla con il primo. Sono spiazzata.
Il titolo è quanto mai adatto a esprimere la nuova direzione musicale: una collezione di generi e stili, influenzata da elementi diversi e apparentemente affatto imparentati fra loro. In realtà, dalla prima all’ultima traccia si srotola un lungo filo spesso, quello di una raffinata e intelligente scrittura elettro-pop, che magari cambia colore e tonalità ma non si spezza mai, tenendo insieme tutto senza scossoni.
Se a volte ricordano l’abbondanza sonora dei Muse (“Of the Young” e “Baiya”), altre volte ritornano ai sintetizzatori brillanti degli anni Ottanta (“Changes”), poi si sentono sentimentalismi R&B, deboli spruzzate di dubstep (ormai non si può evitare), un omaggio a Sun Ra che sembra un po’ MGMT (“The Sun Also Rises”), il richiamo della disco e persino hip hop di buona fattura (“Exotic”). Insomma, molto difficile non trovarci qualcosa che mi piace, è un disco che muove molte corde e quindi tocca anche quelle giuste. Non sempre, ma spesso.
Poi, se vogliamo proprio fare un confronto, vince Acolyte. E di un bel pezzo.

Collections (Chimeric/Cooperative Music)

Collections (Chimeric/Cooperative Music)

 

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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