Monomania

Lo so, ho fatto perdere le mie tracce per un paio di settimane. Non pretendo che abbiate sentito la mia mancanza, per carità, comunque sappiate che stavo benissimo.
Adesso sto bene anche qui, in questa Milano assolata che mi ha accolto molto meglio di come l’ho lasciata, grigia e piovosa. E sulla scrivania, reale o virtuale, tante novità musicali da ascoltare per caricarsi di energia positiva e arrivare pronti all’estate.
Come il nuovo (e sesto) album dei Deerhunter, intitolato Monomania in riferimento ad alcuni tratti ossessivi del frontman Bradford Cox. D’altronde, chi può dire di non avere manie?
In questo caso, insieme al solito slancio compositivo-compulsivo, la mania dell’esuberante Bradford sembra l’esplorazione degli stili rock’n’roll attraverso sonorità lo-fi spinte all’estremo, come se il disco fosse registrato in un garage, letteralmente. La sua voce è ruvida e distorta, perfettamente a suo agio nell’oceano punk-noise di chitarre stratificate e manipolazioni sonore che confondono le nostre coordinate spazio-temporali. Siamo in un trip psichedelico da allucinogeni o in un futuro sintetico ancora da inventare? La variabilità della risposta a ogni traccia lascia sorpresi, ma con l’eccitazione della scoperta e la consapevolezza che per volare con tanta beatitudine dal rock di ieri all’avanguardia di domani bisogna essere bravi. Bravi come i Deerhunter.

Monomania (4AD/Self)

Monomania (4AD/Self)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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