#30june Down with Morsi

Un anno fa Morsi, candidato di riserva dei Fratelli Musulmani, diventava ufficialmente il primo Presidente egiziano dopo la caduta di Mubarak. Sorvolando sulla correttezza delle elezioni, è stato chiaro da subito che non sarebbe stato lui a guidare l’Egitto alla conquista della vera democrazia e a dare risposte soddisfacenti alle istanze rivoluzionarie.
Le riforme costituzionali volute da Morsi hanno portato soltanto una maggiore concentrazione di potere nelle sue mani e hanno accresciuto il peso della religione nella società. Le persone sono sempre più povere, i giovani non hanno prospettive per il futuro e questo, in un Paese dove metà della popolazione ha meno di venticinque anni, è gravissimo. I diritti delle donne sono materia inesistente, così come le libertà di espressione e di stampa sono ancora un’utopia. Ognuno può scegliersi la religione che preferisce, ma a suo rischio e pericolo.
Ma con la rivoluzione molti ragazzi e ragazze hanno capito che, se vogliono la libertà di fare qualcosa, devono prendersela e basta.

Oggi pomeriggio gli oppositori di Morsi, che hanno raccolto oltre ventidue milioni di firme per chiedere le sue dimissioni, si preparano a un’altra grande manifestazione. Da diversi punti del Cairo partiranno più cortei, che si concentreranno ancora in Piazza Tahrir per poi dirigersi verso il palazzo presidenziale di Itihadeya.
Da alcuni giorni la tensione è altissima in tutto l’Egitto e le manifestazioni di questo pomeriggio non potranno certo svolgersi senza incidenti, soprattutto considerando che i sostenitori di Morsi e dei Fratelli Musulmani sono pronti a loro volta per la mobilitazione nella capitale e si troveranno davanti alla moschea di Rabaa el Adaweya. Senza contare il ruolo dell’esercito e l’abitudine alla repressione violenta delle forze di polizia.
Sarà una giornata difficilissima, intensa, violenta, drammatica, probabilmente. Io sono qui, seduta e tranquilla, dall’altra parte del mare, e forse potrei evitare di dire la mia e parlare di musica, come al solito. Sto solo cercando un modo per sentirmi più vicina alla mia famiglia e ai miei amici, che oggi, e finché servirà, saranno in Piazza Tahrir a manifestare. Per quel che conta, sono con loro: Down with Morsi!

dont_mix

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