Asiatisch

Anticamente nella cultura cinese il termine “shanzai” indicava le roccaforti di montagna nelle quali trovavano rifugio i banditi, vivendo secondo le loro regole e al di fuori del controllo della legge. Oggi, invece, si riferisce alla contraffazione cinese dei prodotti e dei marchi occidentali. “Shanzai” è qualcosa di finto e di bassa qualità, un’imitazione mal riuscita.
Intorno al concetto di “shanzai” ruota Asiatisch, l’album di debutto dell’artista Fatima Al Qadiri, nata e cresciuta in Kuwait ma ormai newyorchese d’adozione. Lei stessa lo definisce un omaggio al cosiddetto sottogenere del sino-grime, lanciato agli inizi degli anni zero nei club della East London da alcuni produttori come Wiley e Jammer, affascinati e influenzati da melodie e sonorità orientali.
Asiatisch è un album provocatorio e stimolante, che non fornisce risposte ma lascia l’ascoltatore con tanta curiosità e parecchi interrogativi. Perché questo titolo, che è il termine tedesco per “asiatico”? E, ancora, che cosa s’intende per “asiatico” nell’era della globalizzazione, della comunicazione digitale e dell’annullamento delle distanze?
Fatima Al Quadiri ci accompagna in questo viaggio immaginario attraverso una Cina altrettanto immaginaria, sconnessa dalla realtà e nutrita delle fantasie occidentali sull’Estremo Oriente. Che cosa pretendiamo di sapere dell’Asia e delle sue mille facce, se costruiamo le nostre idee attraverso il cinema hollywoodiano, la fiction letteraria e la musica commerciale?
Così Asiatisch cerca di articolare e ricomporre questo strano insieme di scambi culturali e interferenze sonore tra Cina e Occidente. La traccia di apertura, intitolata proprio “Shanzai” è il primo corto circuito, la cover di “Nothing compares 2 u” di Sinead O’Connor con un testo non-sense in mandarino. L’atmosfera complessiva è straniante e misteriosa, forse perché non siamo abituati a sentire melodie cinesi, tradizionali ma sintetiche, mescolate al grime e all’R&B. Percussioni, campane, flauti, steel pan e sintetizzatori si fondono in un gioco di versioni contraffatte, nell’assenza di variazioni dinamiche, portando a galla quel senso di decontestualizzazione e di vuoto che caratterizza la nostra società.
Con il suo bagaglio di domande e questioni irrisolte Asiatisch è un album politico, nel senso che apre un dibattito, o almeno ci prova, sui delicati rapporti tra Oriente e Occidente. Non solo due sistemi culturali opposti, ma anche due visioni economiche in conflitto che trovano espressione concreta nell’imperialismo americano contro l’esplosione cinese. Chi insegue chi, oggi?
Già in passato Fatima Al Qadiri ha affrontato temi delicati e politicamente controversi. L’ep Desert Strike (2012) esprimeva un senso di rimozione nei confronti della Guerra del Golfo, vissuta in prima persona da bambina in Kuwait, attraverso l’esperienza grottesca di un videogioco basato proprio sull’operazione militare Tempesta nel Deserto, guidata dagli Stati Uniti contro l’Iraq. Con Asiatisch l’artista abbandona il piano personale e allarga lo sguardo all’intera società contemporanea, affidando a una musica ibrida la rappresentazione di un disordinato rapporto di forze.

Fatima Al Qadiri - Asiatisch

Asiatisch (Hyperdub)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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