Never Hungover Again

Alzi la mano chi non ha mai pensato “mai più!” il giorno seguente a una sbronza colossale. Never Hungover Again, oltre a essere un pensiero ricorrente nella vita di moltissime persone tra i sedici (solo per stare nei termini della legalità) e gli -anta anni, è anche il titolo del nuovo album dei Joyce Manor.
Giovani e californiani, cresciuti al sole della South Bay area di Los Angeles, riescono a essere il perfetto stereotipo della pop-punk band americana senza essere banali, ma cercando invece di rompere schemi e cliché ormai consolidati e scontati.
Primo punto a favore: con dieci canzoni in meno di venti minuti è impossibile annoiarsi ed è difficile negare almeno un ascolto, ma Never Hungover Again ne regge persino tre di fila.
Secondo punto a favore: va bene per i fan dell’indie-a-priori nonostante esca per la Epitaph, perché ha un carattere assolutamente indipendente, ma è così accattivante da piacere anche a chi ascolta quello che passa la radio (purtroppo difficilmente sentiremo “Catalina Fight Song” o “Falling In Love Again” alla radio).
Dai titoli delle canzoni su piscine e tatuaggi potrebbe sembrare il solito disco estivo destinato a durare il tempo di una settimana al mare, ma nella sua brevità e apparente semplicità Never Hungover Again è molto di più. La bravura dei Joyce Manor, guidati dal cantante e chitarrista Barry Johnson, sta proprio nel riuscire a costruire belle canzoni efficaci nel tempo ridottissimo di cento secondi, come “Victoria” e la sua perfetta tensione tra strofa e ritornello. Il senso melodico e le armonie, i riff improvvisi e l’atmosfera agrodolce rivelano una capacità compositiva che non è sacrificata dalla velocità, ma forse addirittura esaltata.
Lo stralunato Barry, seriosamente impacciato e auto-ironico, esprime con le sue parole e il suo modo di cantare lo stesso sentimento complesso della musica, quel misto di nostalgia, tristezza, inquietudine giovanile e insoddisfazione che tutti provano in certe fasi della vita.
Registrato con il produttore Joe Reinhart al Lair Studio di Hollywood e mixato da Tony Hoffer (Supergrass, Belle and Sebastian, M83, Phoenix…), Never Hungover Again è una ventina di minuti spesi bene nell’arco dell’estate. Consigliato a chi, come me, non si vuole rassegnare agli anni che passano.

Never Hungover Again (Epitaph)

Never Hungover Again (Epitaph)

About claudiagalal

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