Nobody’s Smiling

L’ultima volta che ho visto un film con Common nel cast – tipo Capodanno a New York o Now You See Me – ho pensato che ha davvero una bella faccia e che non se la cava male come attore, ma senza dubbio lo preferisco con il microfono in mano.
Finalmente, a tre anni dall’ultima fatica discografica, The Dreamer/TheBeliever, e dopo una pausa fitta di impegni non musicali (cinema, ma anche moda e attivismo), il rapper di Chicago ha deciso di tornare sulla scena insieme al produttore No I.D., collaboratore di vecchia data e proprietario dell’etichetta ARTium, che pubblica Nobody’s Smilling insieme alla Def Jam.

Nobody’s Smilling
, appuntoIl titolo e la copertina non lasciano spazio a dubbi, non c’è un cazzo da ridere. Il tema che sostiene l’intero album è serio: Chicago, la violenza delle sue strade e l’alto tasso di criminalità che sembra continuamente in crescita.
Molti diranno che è facile per Common, ormai ricco, famoso e lontano dalla sua città natale, fare un disco basato sulle notizie dei telegiornali e assecondare l’opinione pubblica. Ma forse i detrattori dimenticano che, arrivato al decimo album, di certo non ha bisogno di cavalcare il sentimento popolare per scrivere canzoni.
Nobody’s Smilling non è una critica dall’intento moralizzatore né una raccolta ruffiana di rime sul ghetto, ma è piuttosto un atto d’affetto. Common fotografa la città dov’è nato, cresciuto e diventato un rapper famoso, e in qualche modo le rende omaggio, riportando il proprio talento ad alti livelli. E proprio quando si sofferma sul suo rapporto personale con Chicago, le sue parole diventano più convincenti ed efficaci. Si sente lo spessore dei ricordi importanti, il legame con quei luoghi e i suoi abitanti, la volontà di curare ogni dettaglio per non allontanarsi dalla verità.
Il suono è quello della strada, duro e scuro, sovrapposto a un’atmosfera tinta di blaxploitation grazie a loop, ritmiche e campionamenti ricercati. No I.D. cerca di riportare le basi avanti e indietro nel tempo, seguendo il ponte generazionale che Common costruisce con le sue rime. Mentre la musica può riportare in vita i grandi assenti, come Curtis Mayfield (“The Neighborhood”), Notorius B.I.G. (“Speak My Piece”) e J Dilla (“Rewind That”), ad accompagnare il flusso delle parole sono giovani voci come Big Sean e Lil Herb. Vecchio e nuovo, gangsta e conscious smettono di essere categorie nettamente distinte, così come spesso può essere complicato discernere bene e male.

Nobody's Smiling (ARTium Records/Def Jam)

Nobody’s Smiling (ARTium Records/Def Jam)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
This entry was posted in Music and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

One Response to Nobody’s Smiling

  1. Pingback: Tony | thegreatmixtape

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s