La Isla Bonita

Lo so che molti di voi avranno già cominciato a canticchiare “Last night I dreamt of San Pedro…”, ma qui Madonna e la sua hit anni Ottanta non c’entrano nulla. Dimenticate quel suono plasticoso e tenetevi pronti a entrare nella cangiante dimensione punk-noise-pop dei californiani Deerhoof, che con La Isla Bonita arrivano al disco n.13 della loro intensa attività.
Registrato nello scantinato del chitarrista Ed Rodriguez dopo “una buona settimana di svacco passata a decidere se cercare un suono alla Joan Jett o alla Janet Jackson”, questo album dà ancora l’impressione che i Deerhoof siano un gruppo di amici che si divertono a suonare insieme e sparare cazzate che poi entrano puntualmente nelle loro canzoni.
Attirano l’ascoltatore con titoli fuorvianti su isole tropicali e ragazze paradisiache, ma in pochi secondi gli rubano qualsiasi punto di riferimento. “Paradise Girls” apre il disco con tutta la carica ironica (e autoironica) della quale è capace Satomi Matsuzaki: vuoi una bambola muta e addomesticata? Invece beccati una tipa sveglia che suona il basso! E mentre canta con voce leggiadra, il rombo del suo basso si mescola ai graffianti riff del chitarrista John Dieterich e ai tamburi poderosi di Greg Saunier.
È un album fatto di contrasti e contraddizioni, “Big House Waltz” è il paradigma della sua schizofrenia. Se in certi momenti sentiamo ancora i punk duri e puri che spingono sul rumore estremo, in altri diventano efficacemente pop, come in “Black Pitch”, affidandosi alla voce di Satomi che si espande nello spazio con le sue frasi assurde e la dolcezza fluttuante del suo timbro.
Ma ci piace così. È proprio questo incredibile potere disorientante, questa stravagante imperscrutabilità ad affascinare nella musica dei Deerhoof. Emozionano senza raccontare, comunicano senza dire nulla, lanciano immagini sconnesse e confondono le carte. La Isla Bonita contribuisce ad alimentare la confusione, non a risolverla. Per fortuna.

La Isla Bonita - Deerhoof

La Isla Bonita (Polyvinyl)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
This entry was posted in Music and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s