2014 Forest Hills Drive

Per chiudere in bellezza quest’anno, che tanto bello non è stato, e guardare con ottimismo a quello che verrà, ho scelto 2014 Forest Hills Drive del rapper J. Cole. Che sia figlio del 2014 non c’è dubbio, ce lo dice il titolo, ma dentro ci troviamo anche un po’ di quello spirito natalizio da film americano che è tanto rassicurante. Sempre lo stesso titolo, infatti, riporta l’indirizzo della casa che ha visto l’infanzia di J. Cole a Fayettesville, in North Carolina, e che è la protagonista della foto di copertina (una mezza citazione di Marshall Mathers LP). Una casa che era stata venduta e che J. Cole, ragazzone di buoni sentimenti, ha voluto ricomprare proprio quest’anno per ricordarsi sempre da dove viene e tenere i piedi per terra, nonostante il successo.
Ma è tutto l’album, già il terzo per J. Cole, a parlare di ricerca della felicità e di soddisfazione come frutto di sani principi e non solo della collaudata formula donne-soldi-fama (elementi che comunque non mancano). Ecco che, allora, arriva puntuale anche la critica al sistema dell’industria discografica, con i suoi finti valori contrapposti a quelli autentici e duraturi: famiglia, amicizia e amore.
Sarà per questo che stavolta J. Cole non ha puntato sui singoli da classifica né sugli ospiti di prestigio, ma ha cercato di fare un disco onesto e più maturo. O almeno così ha detto. In realtà, non c’è troppo da fidarsi, perché la produzione musicale patinata e lo stile non sono cambiati rispetto al passato. È vero che i vecchi giochi di parole, spesso ridicoli, sono scomparsi e la scrittura è migliorata, ma la capacità narrativa non è ancora in grado di rinunciare agli episodi trash per un intero album (vedi “Wet Dreamz”).
Proprio perché J. Cole dà il meglio di sé nella breve distanza, tracciando racconti sintetici ma più significativi, alcuni brani ci svelano un rapper dotato di tecnica eccellente e gusti sofisticati, come “03 Adolescence”, con l’inserimento di 2Pac e Notorius B.I.G., “G.O.M.D.”, “Fire Squad” e “A Tale of 2 Citiez”, mentre altri ci mostrano il lato sensibile del cantante R&B, come “Apparently” e “St. Tropez”.
Sicuramente l’idea che J. Cole ha di sé, tipo il rapper più figo della storia, non corrisponde alla realtà e deve essere di molto ridimensionata, ma il ragazzo è intelligente e sa vendersi bene. E 2014 Forest Hills Drive s’infila deciso fra i miei ascolti di fine anno.

2014 Forest Hills Drive (Columbia/Roc Nation/Dreamville)

2014 Forest Hills Drive (Columbia/Roc Nation/Dreamville)

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