Matador

Basta fare due conti con la mia età per capire che il periodo del Brit-pop l’ho vissuto in pieno. E non era mica solo questione di scegliere tra Blur e Oasis: c’erano anche altre band che allora meritavano attenzione e reclamavano uno spazio, infilando singoli killer e regalandoci manifesti generazionali. Dai, da adolescenti ci vuole molto meno per innamorarsi di una canzone.
A me piacevano anche i Supergrass, per esempio. “Alright” riporta alla luce un sacco di ricordi divertenti e a volte, ancora oggi, mi sveglio con il La-la-la-la di “I’d Like To Know” in testa. È vero, nei loro ultimi anni avevano perso parecchio smalto, ma non ci posso fare niente: se Gaz Coombes fa un disco solista, vado subito a sentirlo.
Nel nuovo album, Matador, il “vecchio” Gaz recita la parte dell’anima in pena. Si avverte la sua voglia di essere ancora importante nel mondo della musica, ma allo stesso tempo cerca di farlo diversamente dal passato. Vuole dimostrare di essere un musicista maturo, un compositore elegante e un produttore serio, ma sembra soprattutto un artista irrequieto in cerca di se stesso. Forse è diventato troppo riflessivo e ansioso, invece era tutto più semplice quando poteva essere un giovane cazzone che si diverte con la sua band.
“Detroit” è il brano che più rappresenta il nuovo corso di Gaz Coombes: comincia come una ballata acustica, intimista e introspettiva, ma esplode in un’abbondanza di cori e orchestra che vanifica gran parte dello sforzo poetico. “20/20” è forse il momento più riuscito, nel quale il produttore smanioso e il cantautore raffinato trovano un accordo, guardando ai Radiohead molto da vicino.
Gaz non vuole rassegnarsi a essere uno di quelli che non si è salvato dal Brit-pop, ma non ha il coraggio né la stoffa di Damon Albarn. Poteva seguire la sua anima più scura fino in fondo e lanciarsi in un’avventura sconosciuta, ma ha scelto un sentiero più sicuro e già battuto da altri. Come dice il saggio, se hai paura di cadere, non imparerai mai a volare.
Matador è un buon disco, piacevole ma senza sorprese. Anche se un po’ ci avevo sperato.

Gaz Coombes, Matador (Hot Fruit)

Matador (Hot Fruit)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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