Have A Nice Life

“Have a nice life” è un bell’augurio e di questi tempi ne abbiamo tutti bisogno. Questo è già un buon motivo per ascoltare il nuovo album del rapper californiano Murs: Have A Nice Life, ci dice dalla sua copertina con una torta gigante.
Abbandonato il look da giovane alternativo e lo spirito ribelle, a 37 anni Murs aka Nick Carter si presenta con i capelli corti e il baffone a manubrio, come un padre di famiglia di qualche tempo fa. Effettivamente il suo approccio è più saggio e maturo, molto distante da quella mente tumultuosa e vulcanica che cercava di contrastare il sistema con ironia e anticonformismo.
Placato l’animo e accantonata l’ansia di dimostrare chissà che cosa, Murs può fermarsi a riflettere e affrontare sia problemi sociali che questioni personali. Have A Nice Life parla di Los Angeles così come dello stesso Murs, non più attraverso testi provocatori e visioni pseudo-satiriche, ma attraverso il dialogo con i suoi figli e la comunità afroamericana. Per esempio, in “No More Control” il rapper espone il proprio punto di vista sulle drammatiche uccisioni di giovani neri indifesi da parte di poliziotti bianchi. Certo, le teste di cazzo sono una piaga delle forze dell’ordine, ma “we got to start to take a look in the mirror… If we don’t respect ourselves, then they always gon’ fear us”. Peccato per il ritornello cantato, così pop da diventare banale.
Forse questo è il difetto principale del disco, ovvero una produzione a tratti eccessivamente pop (vedi “Mi Corazon”), mentre il vero pregio è di svelarci molte cose su un artista finora rimasto sfuggente e discontinuo nella sua versatile genialità, ma ora arrivato alla maturità. Tra momenti autobiografici e deviazioni rock, questo album ci dice non soltanto che Murs c’è ancora ed è in salute, ma pure che si augura di durare ancora un bel po’, se non altro in onore degli amici persi per strada e che purtroppo non ce l’hanno fatta.

Have A Nice Life (Strange Music)

Have A Nice Life (Strange Music)

About claudiagalal

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