Multi-Love

“This album is about love and music and the world we live in right now.” Un album sull’amore e la musica e il mondo nel quale viviamo, così Ruban Nielson presenta la nuova fatica discografica della sua Unknown Mortal Orchestra. Come se fosse la cosa più semplice del mondo. E continua: “Io credo davvero che la creatività possa giocare un ruolo mentale in qualche tipo di rivoluzione e sono convinto che la classe dirigente non sia spaventata da cose come terrorismo o fondamentalismo, ma da altre come unità, empatia e pensiero laterale. Ed è su questo che ho voluto fare un disco”.
In realtà, come suggerisce il titolo stesso, Multi-Love, l’argomento centrale sarebbero lo svelamento e l’intreccio di emozioni e sentimenti contraddittori, ansiogeni e sofferti, in una situazione complicata come la contemporaneità di due relazioni amorose, entrambe difficili. Canzoni che parlano di una persona in particolare o di tutti noi? Qual è (o sarebbe) la nostra capacità di gestione dell’ansia in tale circostanza?
Ruban Nielson, autore, musicista e produttore dell’album, riesce a evitare luoghi comuni e banalità, raccontando un’emotività stressata con dolcezza e senza esasperazione.
Oltre l’analisi sentimentale, il trattamento del suono e la costruzione dell’atmosfera sono gli elementi cruciali del disco. Qui Nielson cambia modo di lavorare ed espande la gamma degli strumenti a disposizione, esplorando nuove possibilità espressive e colori inediti. Da virtuoso della chitarra scopre il fascino delle macchine e dei sintetizzatori e si trasforma in manipolatore di suoni, cambiando la propria visione della creazione musicale. Chiuso nel suo studio seminterrato di Portland, con decine di cavi serpeggianti sul pavimento a collegare tastiere e idee in serie, Nielson sperimenta la felicità di costruire e disfare a ripetizione, finché la forma non è perfetta rispetto alla sostanza. Il potere psichedelico dei sintetizzatori conduce in direzioni inedite persino la sua voce, delicata ma efficace già nella title-track che apre il disco.
Multi-Love è in debito con i cinquant’anni di musica che lo precedono, dal funk al soul, dalla disco allo space rock, ma soprattutto con l’atteggiamento ottimista di qualche decennio fa, quando si pensava che fosse lecito aspirare a una società più giusta e a rapporti umani più soddisfacenti. La Unknown Mortal Orchestra, con le sue voci misurate e gli strumenti compressi, ci suggerisce che probabilmente stiamo ancora cercando di stare meglio e per questo continuiamo a sbagliare, facciamo errori di continuo. Ma Multi-Love propone la possibilità di una concezione dell’amore più complessa e di relazioni interpersonali più progredite che in passato, capaci anche di superare razzismi e pregiudizi. Non è un caso che il brano di chiusura, “Puzzles”, cominci con un rumore di vetri rotti
 che qualcuno è costretto a spazzare via: il riferimento è a Ferguson e alle tensioni razziali che dividono gli Stati Uniti, così come tanti altri luoghi nel mondo.
Riuscirà la psichedelia sentimentale di Multi-Love a diffondere il suo messaggio di amore, riconciliazione ed equità?

Unknown Mortal Orchestra, Multi-Love (Jagjaguwar)

Multi-Love (Jagjaguwar)

 

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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