All the music is played, all the rhythm is drawn

Alcuni rumori sono più familiari di altri, ci accompagnano dall’infanzia all’età adulta e conservano per tutta la vita lo stesso potere evocativo ed emozionale. Quando sento le matite scorrere sulla carta o i pennarelli stridere su un foglio lucido, mi sento a casa e ritorno bambina, seduta in cucina a disegnare, colorare, riempire album di storie. Mi dicevano tutti che ero brava, ma a un certo punto ho deciso che non ci credevo e le immagini si sono trasformate in parole, in frasi da mettere insieme per continuare a raccontare storie.
Tuttavia, la fascinazione per il disegno e l’illustrazione resta immutata. Compro matite che non uso per testare la durezza delle mine e quaderni di ogni misura, passando i polpastrelli delle dita sulle pagine vuote per sentire la superficie della carta. A volte faccio qualche schizzo veloce dei mondi astratti che mi rimbalzano in testa, ma mai abbastanza da riempire tutti i blocchi nascosti nei miei cassetti.
He sempre pensato che il disegno avesse un suo ritmo e che la musica potesse ispirare altre forme d’arte, perché quello che sentono le orecchie arriva al cervello e da lì alle altre parti del corpo: le mani, i piedi, gli occhi. D’altronde, non mi sto inventando niente.
All the music is played, all the rhythm is drawn è il primo album di Matita, collettivo di disegnatori ritmici nato attorno a un’idea di Fabio Bonelli, già creatore del progetto Musica da Cucina. Oltre al piano elettrico il gruppo include tante matite, penne e pennarelli colorati, che agiscono su tavolette opportunamente microfonate, permettendo così di amplificare tutti i suoni prodotti durante il disegno.
L’idea prende forma per la prima volta nel 2008,  in occasione di Audiovisiva (Milano), come esperimento a due con Fabio Bonelli alle matite e Antonello Raggi al pianoforte elettrico, ma nel giro di qualche mese le performance cominciano a prevedere una formazione più ampia. Il collettivo si allarga ad altri disegnatori ritmici e i live si trasformano in spettacoli più complessi, durante i quali anche il pubblico può avvicinarsi al tavolo e interagire con gli artisti.
Nel 2015 arriva finalmente il disco vero e proprio, All the music is played, all the rhythm is drawn, che contiene dieci tracce nate tra la sala prove e i concerti. Le melodie del piano s’intrecciano ai pattern ritmici creati da matite, penne e pennarelli in azione, trasportando l’ascoltatore in un mondo pieno di groove e colore, fatto di elettronica minimale, digressioni pseudo-jazz e ambientazioni suggestive.
Insieme ad Antonello Raggi (piano elettrico) e Fabio Bonelli (penne), nell’album suonano Luigi Bonelli (matite), Susanna Tosatti (disegno continuo) e Fabio Valesini (pennarelli), mentre la poetessa di origini sudafricane Tania Haberland presta parole e voce ai brani “A Garden” e “Pieta”. Ad aggiungere sfumature intervengono altri strumenti, come sax tenore, ride, clarinetto, zither, armonica, claves, glockenspiel, monotron e diverse voci, distorte e non.
All the music is played, all the rhythm is drawn esce per l’etichetta berlinese Sstars in due versioni: cd, con 25 copertine diverse tratte da elaborazioni di Giacomo Spazio su disegni di Matita, e vinile, in edizione numerata con tre copertine diverse realizzate dai disegnatori Centina, Moneyless e Martina Merlini.

 

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
This entry was posted in Art, Music and tagged , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s