Changes

Il soul non è soltanto un genere musicale, ma è un’attitudine, un modo di guardare la vita, una luce, una camminata. Il soul è tutto questo e molto altro ancora, è la faccia, le rughe e, soprattutto, la voce potente e graffiante di Charles Bradley, soprannominato The Screaming Eagle of Soul mica per caso.
A soli 67 anni, veramente famoso da meno di dieci, dopo una vita passata come senzatetto, cuoco, sosia-cover man di James Brown e cantante di periferia, Bradley pubblica finalmente il suo terzo album, Changes, sempre per l’etichetta Daptone.
Il disco si apre con un breve gospel denso di sentimento, “God Bless America”, che subito lascia il posto all’andamento morbido e più funk di “Good To Be Back at Home”. Poi arriva l’amore struggente di “Nobody But You”, sottolineato sul finale dai fiati e dall’inconfondibile grido dell’aquila. Il groove è assoluto protagonista in “Ain’t Gonna Give It Up”, che precede la title-track: “Changes” è la versione soul del brano dei Black Sabbath, che Bradley sente molto vicino alle emozioni provate dopo la morte della madre, momento di dolore e di cambiamenti importanti. L’atmosfera si scalda improvvisamente con il funk di “Ain’t It a Sin”, movimentato e divertente, per poi addolcirsi con il romanticismo doo-wop di “Things We Do For Love”. Ancora l’amore, stavolta quello folle e instancabile di “Crazy for Your Love”, o quello dubbioso e incerto di “You Think I Don’t Know (But I Know)”, prima di una delle canzoni più significative dell’intero album, “Change For The World”, in qualche modo politica e visionaria: così non va bene, il mondo deve prepararsi al cambiamento, finché c’è ancora una possibilità di salvezza. I fiati spingono ed esaltano l’interpretazione di Bradley, che sembra pregare e cantare senza soluzione di continuità. Per chiudere, il soul al suo massimo: “Slow Love” è un pezzo da manuale, capace di convincere chiunque, purché dotato di anima, a rimettere il disco dall’inizio.

Changes (Daptone Records/Dunham Records)

Changes (Daptone Records/Dunham)

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