The Mountain Will Fall

Vent’anni fa usciva Endtroducing, album capolavoro di Dj Shadow, e questo mi fa sentire (un po’) vecchia, come ogni volta che mi scontro con la dura verità che il tempo passa. D’altra parte, il caro Josh “Shadow” Davis è più vecchio di me e ancora spacca il culo, e questo mi rasserena.
Dopo un lungo periodo di attesa – l’ultimo The Less You Know, the Better risale al 2011 – è finalmente uscito il suo nuovo album, The Mountain Will Fall, che segna un certo cambiamento nella pratica creativa del produttore californiano. Le tracce non sono basate prevalentemente sulla tecnica del campionamento, della quale Dj Shadow è maestro indiscusso, ma sono costruite e strutturate con Ableton Live. Questo non significa che non ci siano campioni gustosi da scovare, ma solo che un grande artista non smette mai di esplorare nuove modalità espressive, di sperimentare e mettersi alla prova, e fa quello che gli va, rischiando anche di spiazzare il proprio pubblico.
La title-track, che apre il disco, contiene un frammento orchestrale di “Prima Alba” del nostro Dario Baldan Bembo (1975), intorno al quale ruota una composizione originale ricca e sofisticata. I minuti iniziali, chiusi dal cambio di lato di una cassetta nello stereo, rappresentano la faticosa scalata di questa montagna che crollerà in un futuro auspicabilmente lontano, ma la prima vetta conquistata coincide con “Nobody Speak”, energica e grintosa grazie al rap di Run The Jewels (El-P e Killer Mike).
Il ritmo rallenta e l’atmosfera si fa più cupa con “Three Ralphs”, perfetta per anticipare la raffinata e algida “Bergschrund”, nata da una complicata linea di synth del musicista e produttore tedesco Nils Frahm. Dopo la spedizione nel crepaccio ghiacciato (appunto “bergschrund”, in tedesco), l’album accelera e torna all’hip hop con il flow del rapper Ernie Flash in “The Sideshow”.
A “Depth Charge” e “Mambo”, forse i momenti meno interessanti dell’intero disco, segue la traccia più elegante e dolcemente straniante, “Ashes to Oceans”, che include il contributo del compositore e trombettista jazz Matthew Halsall. Dopo “Pitter Patter”, arricchita da G Jones e Bleep Bloop, e il pugno nello stomaco di “California”, il viaggio sonoro di Dj Shadow si avvia alla conclusione con “Ghost Town” e “Suicide Pact”, lenta e dolorosa, ma non inesorabile. Prima che la montagna venga giù del tutto, c’è ancora tempo per la bonus track “Swerve”. E poi nulla, solo lo spazio vuoto.

Dj Shadow, The Mountain Will Fall (Mass Appeal Records)

The Mountain Will Fall (Mass Appeal Records)

About claudiagalal

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