blackSUMMERS’night

Il 1996 è stato un buon anno per la musica, almeno quella che piace a me. Facendo ancora i conti con il passare inesorabile del tempo, oltre a Endtroducing di Dj Shadow, vent’anni fa usciva un altro dei miei dischi preferiti di sempre, Urban Hang Suite di Maxwell.
Pioniere del cosiddetto neo-soul insieme a D’Angelo ed Erykah Badu, da allora Maxwell non è mai riuscito a ripetersi davvero agli stessi livelli di quel debutto sorprendente – forse solo con Embrya (1998) – e negli ultimi anni non è stato molto prolifico.
Ma finalmente, come se volesse chiudere un ciclo nel migliore dei modi, l’artista newyorchese ha appena pubblicato blackSUMMERS’night, che dovrebbe rappresentare il capitolo conclusivo della sua meravigliosa “trilogia dell’amore” dopo Urban Hang Suite (1996) e BLACKsummers’night (2009).
Dopo vent’anni la voce di Maxwell è ancora il suo strumento più potente ed espressivo, così morbida, emozionante, sensuale, addirittura più ricca di sfumature. Sentirlo cantare, la fa sembrare la cosa più semplice e naturale del mondo, come se non richiedesse sforzo, tecnica e concentrazione.
La forza della sua scrittura sta nell’assenza di strutture convenzionali: le canzoni seguono soltanto se stesse, si svolgono lentamente e si distendono, libere di trovare la propria forma e di adattarsi all’onda sentimentale. Il grande tema resta l’amore, quel momento ideale nell’unione tra due essere umani nel quale le anime e i corpi sembrano fondersi in una sola entità, un frammento di felicità e bellezza che galleggia più in alto di tutto il resto. “Lake By The Ocean”, il primo singolo estratto da blackSUMMERS’night, è la canzone d’amore perfetta per l’estate, quella che tutti vorrete far suonare al vostro matrimonio. In “1990x” si torna al periodo di Embrya, con avvolgenti tappeti sonori, linee di basso sinuose e sintetizzatori che creano un’atmosfera ricca ma ovattata, nella quale la voce acuta e delicata contrasta con i colpi di percussione: “Lay here closely beside me, feel my heart as it’s pounded”. Talvolta, l’eleganza e la leggerezza di Maxwell lasciano spazio a fraintendimenti o a una lettura distorta dei suoi versi, come in “Hostage”, dove la metafora dell’amore come prigione non è così positiva come la sua voce ci porterebbe a immaginare. Ma che cosa ci si può fare? Maxwell potrebbe cantare qualsiasi cosa e farla sembrare bellissima. Potrebbe dire tutto e il contrario di tutto, io gli crederei senza pensarci.

blackSUMMERS'night (Columbia)

blackSUMMERS’night (Columbia)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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