#thegreatmixtegypt2017

Lo sapevo già prima di partire, una sola settimana non sarebbe bastata per fare le mille cose che avrei voluto. Non sono nemmeno riuscita a salutare tutte le persone che sono state così importanti negli ultimi anni e che, magari, qualcuno di voi ha conosciuto attraverso le pagine di Cairo Calling, ma con alcune ho passato anche stavolta dei momenti speciali.

al_ahzar

È stata una settimana importante, intensa, a tratti faticosa, con un paio di episodi veramente hardcore che non mi sarei mai immaginata, e nell’insieme bellissima. Mi sono riempita gli occhi di colori, volti, architetture sconnesse, paesaggi urbani e tramonti magici (il potere delle polveri sottili), e le narici di profumi speziati e odori non sempre piacevoli. Ogni elemento è inconfondibile e familiare, eppure emozionante come una sorpresa. Forse è il richiamo delle radici, o semplicemente autosuggestione dettata dal sentimento.

piramidi_010117

Ho trovato una metropoli diversa dall’ultima volta, forse peggiorata, ancora più sporca, povera, disordinata e inquinata. Il Cairo ha così tanto potenziale non sfruttato e, anzi, malamente sciupato, che non posso fare a meno di arrabbiarmi, anche se non posso farci niente. L’atmosfera è apparentemente più tranquilla, nessun carrarmato in pieno centro, meno poliziotti e nessuna perquisizione, nonostante le centinaia di foto scattate. La spiegazione, purtroppo, è più semplice di quanto si pensi: i divieti agiscono a priori. Spazi per l’arte che chiudono o non aprono affatto, concessioni che non arrivano mai, burocrazia sempre più macchinosa. La scena culturale è meno vivace, si riducono le possibilità di fare rete e condividere esperienze, i giovani della Rivoluzione sono stanchi e frustrati, troppo impegnati a sopravvivere per pensare alla lotta. Non si respira aria di libertà né di cambiamento, ma di prudenza e sospetto. I controllori del regime fanno rispettare solo le regole più inutili, insensate e ingiuste. La sera dopo il mio rientro, uno dei miei più cari amici è stato arrestato insieme a un altro writer in Piazza Tahrir, per aver cercato di dipingere sul muro, quel poco rimasto, di Mohammed Mahmoud Street. Di quel museo rivoluzionario a cielo aperto non rimane quasi niente.

Vi lascio con queste riflessioni perplesse e dubbiose, e un sintetico racconto per immagini. Nel frattempo i due ragazzi sono stati rilasciati, per fortuna.

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Panorama #cairo #egypt #cairocalling #winter

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Look at the moon! #moon #cairo #egypt #cairocalling

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Textiles #cairo #egypt #cairocalling #colours

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