Migration

Annunciato già qualche mese fa, da me attesissimo, è finalmente uscito il nuovo album di Bonobo, Migration, sempre per l’etichetta londinese Ninja Tune.
Spazi, luoghi, cambiamenti, sono tutti temi ricorrenti nella musica elettronica del dj e produttore britannico, ma stavolta si tratta di un passo ulteriore, una riflessione più profonda e complessa. Migration è “lo studio delle persone e degli spazi… È interessante come le persone si lascino influenzare da un posto nel mondo e poi spostino quell’influenza da un’altra parte. Nel corso del tempo le identità dei luoghi si evolvono”.
Il tema della migrazione, intesa in senso molto ampio e diversificato, è legato anche a una recente esperienza personale di Bonobo (Simon Green), cioè la perdita di una persona cara, che ha costretto tutta la sua famiglia a riunirsi da diversi punti del globo a Brighton per il funerale. Questo episodio lo ha spinto a ripensare la sua idea di identità e di casa: dov’è casa? Il luogo dal quale veniamo o quello in cui siamo arrivati?
Migration raccoglie e rielabora questa speculazione, intima e sociale allo stesso tempo, segnato anche dalle ultime esperienze artistiche del suo creatore, reduce da grandi performance live e monumentali dj set. Ma si avverte anche la tensione verso una profana dimensione spirituale, insieme al rinnovato interesse per i suoni trovati intorno al mondo, che regalano calore alle basi elettroniche. In questo disco ci sono tutta la bellezza, le difficoltà e la complessità di una vita in transito, condizione del singolo e, da sempre, dell’umanità. Una bellezza talvolta malinconica, dai tratti essenziali, e altre volte esplosiva e gioiosa, comunque ricca di sfumature.
L’abilità tecnica e la cura maniacale nella produzione non intaccano minimamente la potenza espressiva ed emozionale di queste dodici tracce, che catturano e illuminano le trame dell’esistenza umana in un lavoro ambizioso e bellissimo. “La vita ha alti e bassi, momenti rumorosi e quieti, belli e brutti. La musica riflette la vita.”
Se “No Reason”, con Nick Murphy aka Chet Faker, è struggente e trascinante, “Break Apart”, con Rhye, è più leggera e piena di soul. La voce sussurrata di Nicole Miglis in “Surface” ci trasporta verso le ombre notturne, al contrario la viscerale “Bambro Koyo Ganda”, con il marocchino Innov Gwava, risveglia i nostri istinti più energici. Coinvolgente, tutta da ballare nei suoi otto minuti, è “Outlier”, mentre i ritmi veloci, ma morbidi e ondulati di “Kerala” ci fanno chiudere gli occhi e immaginare di volare sul mondo. La migrazione è caratteristica dell’essere umano, a volte per scelta, a volte per necessità, ma prima o poi capita a tutti.

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Migration (Ninja Tune)

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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