Run The Jewels 3

Il terzo episodio della saga Run The Jewels è uscito la vigilia di Natale, a classifiche già fatte, ma in questi giorni è arrivato ufficialmente nei negozi di tutto il  mondo, riuscendo così a essere contemporaneamente il miglior album del 2016 e, molto probabilmente, pure del 2017. El-P e Killer Mike si sono davvero superati, questo è un capolavoro, più complesso e articolato dei due precedenti, assolutamente a fuoco nello stile e nella produzione.
A loro favore gioca sicuramente l’affiatamento raggiunto in questi anni di stretta collaborazione, la coppia è super collaudata e funziona come una macchina da guerra. Due metà complementari – il beatmaker e il rapper , il bianco e il nero, la ragione e il sentimento – che s’incastrano al millimetro e insieme fanno scintille.
La squadra dei produttori, guidata da El-P, è formata dai fedelissimi Little Shalimar e Wilder Zoby, con BOOTS a mettere il proprio marchio su uno dei migliori pezzi dell’album.
L’evoluzione si avverte anche sul piano dei contenuti e dei testi, che restano tosti e arrabbiati, ma diventano meno immediati e talvolta persino enigmatici, senza perdere la loro potenza comunicativa ed efficacia.
In Run The Jewels 3 anche gli artisti ospiti sembrano più ispirati che mai, come il cantante soul Joi Gilliam in “Down”, il ruvido rapper Danny Brown in “Hey Kids (Bumaye)” e la sensuale Trina in “Panther Like a Panther (Miracle Mix)”, che da sola smorza il tasso di virilità dell’intero album con vera grinta femminea.
Restano i temi già familiari, come sesso, droghe e vendetta, ma c’è la volontà forte di sottolineare l’impegno socio-politico del progetto, schierandosi contro la violenza della polizia, la discriminazione delle minoranze e l’enorme divario sociale tra élite e persone comuni. Accade in “Thieves! (Screamed the Ghost)”, impreziosita dal contributo di Tunde Adebimpe dei Tv On The Radio e da alcuni frammenti dei discorsi di Martin Luther King, ma soprattutto nella traccia di chiusura, “A Report to Shareholders / Kill Your Masters”, una rabbiosa chiamata alle armi e alla rivolta sostenuta energicamente da Zach De La Rocha. Se questo pezzo rappresenta il centro politico del disco, il suo centro emozionale è “Thursday in the Danger Room”, dedicato a un amico scomparso e impreziosito dal sax di Kamasi Washington, che lo avvolge di calore e gravità.
Odio ripetermi, ma Run The Jewels 3 è davvero un capolavoro. L’oro e lo sbrilluccichio dell’artwork rappresentano degnamente il valore dell’opera, senza contare che si può anche scaricare la nuova app, ARTJ, che consente di scoprire nuovi contenuti in Realtà Aumentata. Di più non potevano fare!

rtj3

Run The Jewels 3 (self-released)

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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