Uprising

Essere definiti “il Jimi Hendrix del contrabbasso” è piuttosto impegnativo, ma il bassista, compositore e polistrumentista californiano Miles Mosley non è uno che si lascia intimorire. Il nome di Davis lo porta con la giusta convinzione e il talento adeguato.
Dopo aver suonato nei dischi di Kendrick Lamar, Kamasi Washington, Mos Def, Rihanna, Lauryn Hill, Chris Cornell, Christina Aguilera ecc., è arrivato finalmente il momento del suo debutto, Uprising, co-prodotto insieme a Barbara Sealy e Tony Austin, sound engineer ma anche batterista della West Coast Get Down.
Ed è proprio questa super band, della quale fa parte anche lo stesso Mosley, a suonare nell’album: Kamasi Washington al sax, Ryan Porter al trombone, Brandon Coleman alle tastiere, Cameron Graves al pianoforte e lo stesso Austin alla batteria.
Ogni traccia racconta un tratto del carattere umano e musicale di Mosley, spinto da una profonda determinazione e da una passione viscerale, ma soprattutto sorretto da un’abilità tecnica straordinaria. Sullo sfondo si riconoscono i maestri che lo hanno influenzato fin da ragazzino, come Otis Redding e Jimi Hendrix, con il quale si trova continuamente a fare i conti senza nemmeno sfigurare.
Dato che questo esordio arriva in età non giovanissima (finalmente uno più vecchio di me, anche se solo di un anno!), dentro ci troviamo condensate tutte le esperienze vissute da Mosley nella sua versatile carriera. Ci sono il jazz, il funk, il soul, il blues e il pop, e ci sono le mille sfaccettature della sua personalità musicale. Uprising mostra la visione di Miles, la portata del suo contributo artistico nella scena jazz contemporanea, ormai contaminata da altri generi, resa ibrida e ancora più interessante da questo nuovo respiro.
“Ho voluto creare un’opera che fosse naturale e intima, ma che allo stesso tempo sprigionasse un senso di grandezza. Come se l’ascoltatore potesse sentirsi il migliore amico di un gigante. La West Coast Get Down, gli archi, il coro… Con questi elementi ho cercato di creare qualcosa che avesse melodie memorabili e trasmettesse un messaggio per le persone: noi siamo qui per loro, noi siamo e vogliamo essere l’altoparlante per il loro cuore.” Sicuramente il cuore di Mosley suona amplificato da questo lavoro, ogni melodia, ogni ritmo scaturisce dal suo animo deciso e intrepido, che gli permette di affrontare con naturalezza performance vocali impegnative e lo induce a tentare arrangiamenti complessi, abbondanti, con sezioni di fiati potenti e brillanti, assoli di basso innovativi e audaci, mentre i testi provano a stimolare una riflessione.
La rivolta (“uprising”) di Miles Mosley non è solo nel senso letterale del termine, ma è soprattutto il suo contributo al riconoscimento internazionale che la West Coast Get Down e il suo sound stanno ottenendo, influenzando altri musicisti – oltre il jazz – in tutto il mondo.

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Uprising (World Galaxy / Alpha Pup Records)

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