Powerplant

L’attitudine punk stralunata di Harmony Tividad e Cleo Tucker, le Girlpool da Los Angeles, mi ha conquistata subito, fin dall’esordio di Before The World Was Big nel 2015. Sarà che riescono a essere attualissime nella scena alternativa di questo millennio mordi-e-fuggi, ma mi fanno anche provare tanta nostalgia per il movimento riot grrrl degli anni Novanta, alla Breeders.
Il secondo album, Powerplant, supera brillantemente la cosiddetta prova della maturità: le due amiche d’infanzia sono cresciute, hanno acquistato maggiore consapevolezza, ma non hanno perso la freschezza e la sincerità che le avevano fatte apprezzare a pubblico e critica. Anzi, proprio come nel precedente, anche qui si avverte quel sentimento di sofferenza latente che resta sempre coperto da un’apparente noncuranza. È la nonchalance tipica di chi con un certo disagio ci convive fin dalle scuole elementari e ormai ha imparato a trasformarlo in un valore, in un punto di forza.
Nonostante l’aggiunta del batterista Miles Wintner, che regala un po’ di sostegno, al centro del suono della band restano le voci delle due ragazze e i loro strumenti, chitarra e basso. Una combinazione ridotta all’essenziale, capace di essere delicata e ruvida, sognante e arrabbiata, che sostanzialmente non cambia l’indie-pop stralunato e romantico degli esordi. La dolcezza e la vulnerabilità di queste brevi ninnananne (solo gli ultimi due brani superano i tre minuti), con le loro distorsioni da sfogo generazionale, si trasformano in potenza comunicativa e magnetismo. Non si può far altro che stare ad ascoltarle, queste veloci canzonette per ragazze ribelli.
A rendere speciali le Girlpool – con o senza batteria – è la sconvolgente magia che si crea tra Harmony e Cleo mentre cantano, una sorta di telepatia armonica, qualcosa di unico e prezioso. Forse proprio per questo, a chiudere il disco è l’ennesima dichiarazione di amicizia e sorellanza, “Static Somewhere”:

“Tell me you are here
I hope I’ll find you
Static somewhere…”

Girlpool, Powerplant (Anti-)

Powerplant (ANTI- Records)

Advertisements

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
This entry was posted in Music and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s