To Syria, With Love

Da sempre lo spirito del viaggiatore alberga nel cuore e nella mente di Omar Souleyman, cantante siriano costretto a lasciare la propria terra devastata dalla guerra, che si è costruito una seconda carriera in Occidente. Da celebrità locale dei matrimoni tradizionali a beniamino degli artisti e dei produttori più cool della scena elettronica, come Björk, Kieran Hebden e Modeselektor, il passo è stato più breve del previsto.
Il suo nomadismo si riflette anche nei passaggi di etichetta: mentre Wenu Wenu (2013) usciva per Ribbon Music/Domino e Bahdeni Nami (2015) per Monkeytown, il nuovo To Syria, With Love è pubblicato da Mad Decent. Chissà che cosa pensano Major Lazer e RiFF RAFF del loro nuovo compagno di scuderia in abiti tradizionali.
Come il titolo lascia intuire, il disco è un’ode di Souleyman per il suo Paese, ormai ridotto a un enorme campo di battaglia dal lungo e sanguinoso conflitto che ha distrutto le città, ucciso centinaia di migliaia di persone innocenti e costretto altri milioni di famiglie ad abbandonare le loro case. Tuttavia, nonostante l’inevitabile significato politico, implicito in un omaggio così appassionato alla Siria, Omar Souleyman resta un cantante sentimentale, che difficilmente sceglie di toccare temi di stringente attualità, ma preferisce dedicarsi al racconto dell’amore e delle sue tribolazioni, trasformandolo in una splendida metafora.
Le canzoni, con i testi scritti dall’amico e collaboratore di lunga data Shawah Al Ahmad, sono storie sentimentali, spesso anch’esse conflittuali e magari con significati nascosti, ma non diventano mai esplicitamente impegnate. Persino sulla dance movimentata di “Ya Boul Habari”, che apre il disco con un beat compulsivo, Souleyman canta il dolore di un cuore spezzato.
Musicalmente si sente la mancanza del tastierista e produttore Rizan Said, che in passato si era sempre occupato dei sintetizzatori e della programmazione e qui è stato sostituito da Hasan Alo, più orientato alla velocità ma anche più monotono.
La traccia più ipnotica e coinvolgente dell’album è “Ya Bnayya”, basata su una struttura vertiginosamente poliritmica guidata dal suono di un mijwiz sintetico, che con un movimento circolare alterna accelerazioni spinte a momenti di quasi abbandono.
Ma la vera forza di To Syria, With Love è l’interpretazione dello stesso Souleyman, perfettamente calato nella parte dell’artista in esilio che invia il proprio messaggio d’amore a una patria ormai irraggiungibile, incarnando così un sentimento comune a milioni di siriani che oggi sono sfollati, migranti e rifugiati.

Omar Souleyman, To Syria, With Love (Mad Decent)

To Syria, With Love (Mad Decent)

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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