Soul of a Nation. Afro-Centric Visions in the Age of Black Power: Underground Jazz, Street Funk & the Roots of Rap 1968-79

Le ferie sono il momento migliore per ascoltare la musica preferita, leggere quei libri che da tempo attendono sul comodino e dedicarsi ai propri interessi, approfittandone per imparare o ripassare qualcosa.
Mentre alla Tate Modern di Londra è in corso (fino al 22 ottobre 2017) una mostra che per ora non posso andare a visitare, intitolata Soul of a Nation: Art in the Age of Black Power, posso consolarmi con l’antologia musicale pubblicata per accompagnarla.
L’esposizione londinese si concentra sul ruolo chiave degli artisti afroamericani in un periodo cruciale per la storia e la cultura degli Stati Uniti, partendo dall’ascesa del movimento per i Diritti Civili nei primi anni Sessanta per chiudersi alla fine dei Settanta. Pittori, writer, musicisti, stilisti, fotografi, scultori e registi si confrontano con un Paese in subbuglio, ridefinendone l’orizzonte socio-politico e culturale anche grazie all’attività, alla potenza comunicativa e al carisma di personaggi come Martin Luther King, Malcom X, Angela Davies e Mohammed Ali.
La compilation della Soul Jazz, Soul of a Nation. Afro-Centric Visions in the Age of Black Power: Underground Jazz, Street Funk & the Roots of Rap 1968-79, raccoglie materiale registrato durante quella manciata di anni decisivi per il Black Power. Quello che accade musicalmente, dalla spoken poetry di Gil Scott-Heron, David Mcknight e Duke Edwards, all’afrocentrismo di Mandingo Griot Society e Oneness of Juju, fino al jazz di Roy Ayers, Phil Cohran e Phil Ranelin, trasmette a diverse generazioni di artisti afroamericani un senso di audace sperimentazione e forte contaminazione, influenzando notevolmente non solo i contenuti ma anche il suono del conscious hip hop degli anni Ottanta e Novanta.
La passione, la potenza e la poesia di queste tredici tracce rendono unica questa raccolta, che sprigiona una spinta alla consapevolezza e all’orgoglio nero a ogni battuta, che si tratti del funk più frenetico o del jazz più cerebrale.
Un album per appassionati, sicuramente, ma consigliabile a tutti.

Soul of a Nation. Afro-Centric Visions in the Age of Black Power: Underground Jazz, Street Funk, & the Roots of Rap 1968-79 (Soul Jazz Records)

Soul of a Nation. Afro-Centric Visions in the Age of Black Power: Underground Jazz, Street Funk, & the Roots of Rap 1968-79 (Soul Jazz Records)

Tracklist:
1) Gil Scott-Heron, “The Revolution Will Not Be Televised”
2) Mandingo Griot Society featuring Don Cherry, “Sounds From The Bush”
3) Roy Ayers Ubiquity, “Red, Black And Green”
4) Philip Cohran And The Artistic Heritage Ensemble, “Malcolm X”
5) Sarah Webster Fabio, “Sweet Songs”
6) Phil Ranelin, “Vibes From The Tribe”
7) Horace Tapscott featuring The Pan Afrikan Peoples Arkestra, “Desert Fairy Princess”
8) David Mcknight, “Strong Men”
9) Joe Henderson, “Black Narcissus”
10) Oneness Of Juju, “African Rhythms”
11) Doug Carn, “Suratal Ihklas”
12) Duke Edwards And The Young Ones, “Is It Too Late”
13) Carlos Garnett, “Mother Of The Future”

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