Lune Rouge

Perdere progressivamente la capacità di comprendere e processare mentalmente il linguaggio e la musica, è quanto di più terribile potrebbe accadere a un musicista ed è quello che stava succedendo alla produttrice Jennifer Lee aka TOKiMONSTA, finché a inizio 2016 non si è sottoposta ad alcuni delicati interventi chirurgici per risolvere una patologia, chiamata Moyamoya, che avrebbe potuto costarle la vita e le stava provocando gravi problemi all’area linguistica del cervello.
In questo contesto, o meglio, nella fase di ripresa e convalescenza post-operatoria è nato il suo terzo album in studio, Lune Rouge. Non si tratta del tentativo di raccontare la malattia, né di parlare di massimi sistemi: TOKiMONSTA non pretende di reinventare se stessa o il proprio suono, semplicemente si riappropria della capacità di creare musica e della quotidianità perduta. Le undici canzoni del nuovo disco rivelano una qualità familiare, una naturalezza scorrevole che si allontana dall’eclettismo, talvolta esagerato, dei precedenti lavori. Si fanno malinconiche, ma molto pop, anche grazie alla scelta delle voci: MNDR, Yuna, Isaiah Rashad, Selah Sue e altre ancora.
L’apertura dell’album ci offre un respiro cinematico grazie all’elegante orchestra di archi e fiati di “Lune”, che poi lascia spazio a una linea di chitarra elettrica quasi post-rock. “Rouge” riprende quella chitarra e la trasforma in beat elettronici per arrivare all’R&B di “Thief” (featuring SAINTS).
La traccia più impegnativa è la strumentale “Bibimbap”, grintosa e percussiva ma vagamente psichedelica, mentre “Rose’s Thorn” riporta serenità con la sua atmosfera rarefatta costruita su una manciata di accordi minori e suoni d’acqua, che evocano sentimenti di nostalgia e desiderio di tranquillità. Il disco si chiude in downtempo con i bassi gonfi e la voce rilassante di IO Echo in “Estrange”, che infonde quel senso di speranza sul precario e continuo equilibrio della vita tra pace e tormento, realtà e sogno.
Per TOKiMONSTA Lune Rouge non ha certo rappresentato un tentativo di innovazione o sperimentazione: la sfida non era l’esplorazione musicale, ma la riconquista della normalità. È un album familiare e confortevole, forse il più coeso fra quelli dell’artista californiana, ma raggiunge una qualità di produzione finora mai toccata in passato in momenti più innovativi.

TOKiMONSTA, Lune Rouge (Young Art)

Lune Rouge (Young Art)

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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