The Great Mixtape Top Five #26

Ci siamo, anche questo 2017 è arrivato ormai alla conclusione. Nonostante per me sia stato l’anno più bello e importante della mia vita, mi rendo conto che il mondo non è andato altrettanto bene. Di sicuro, la consapevolezza che al peggio non c’è mai fine e che gli insegnamenti della storia sembrano non essere serviti a nulla, non ci lascia grandi speranze per il futuro. Forse arriverà una generazione capace di invertire la rotta e cambiare davvero le cose, in positivo. Aggrappiamoci alla musica, almeno per chiudere gli occhi e aprire il cuore, pensando che qualcosa di buono si può trovare anche in mezzo all’inferno.

E allora eccoci qui, come ogni fine anno, a celebrare la buona musica e i migliori dischi usciti nel 2017, ricordando che questa pseudo-classifica (Top 5 + 5 = Top 10) è soggettiva, legata ai miei gusti e, soprattutto, ai miei momenti d’ascolto. Se non vi piace, fatevi la vostra: è gratis.

10) Black Origami, Jlin (Planet Mu). Tutta la potenza del ritmo nell’album coinvolgente ed energico della producer di Gary, che unisce movimento e ricerca interiore.

9) Fin, Syd (Columbia/Sony). Beat minimali e sintetizzatori per il debutto solista della carismatica frontwoman di The Internet. Nonostante il titolo, uno splendido nuovo inizio.

8) Take Me Apart, Kelela (Warp). Un mondo sonoro costruito tanto sulla fisicità e sul ritmo, quanto sulle emozioni e sull’atmosfera, rinnova la galassia pop e R&B.

7) Aromanticism, Moses Sumney (Jagjaguwar). Intenso, sensuale e doloroso: un disco che lascia il segno con la sua eleganza musicale e, soprattutto, grazie alla voce meravigliosa del cantautore californiano-ghanese.

6) Run The Jewels 3, Run The Jewels (self-released). Il terzo episodio della saga di El-P e Killer Mike è il loro capolavoro, non c’è altro da aggiungere.

5) Ahwar, Nadah El Shazly (Nawa Recordings). La musicista egiziana oltrepassa le definizioni geografiche, proponendo la versione in lingua araba di un’avanguardia elettrojazz dal sapore globale.

4) CTRL, SZA (Top Dawg Entertainment/RCA). La First Lady della Top Dawg Entertainment prende finalmente il controllo di se stessa come donna e come artista nell’album di debutto.

3) The OOZ, King Krule (True Panther/XL Recordings). Può nascondersi dietro pseudonimi diversi, ma il giovanissimo Archie Marshall resta uno degli artisti più interessanti e originali degli ultimi anni.

2) Migration, Bonobo (Ninja Tune). Il concetto di “migrazione”, cruciale oggi come non mai, nell’esplorazione elettronica del produttore britannico.

1) DAMN., Kendrick Lamar (Top Dawg Entertainment/Aftermath/Interscope). Ormai icona musicale del nostro tempo, il rapper californiano non sbaglia un colpo e si migliora a ogni album. Geniale.

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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One Response to The Great Mixtape Top Five #26

  1. wwayne says:

    Se non sono indiscreto: cosa ha reso il tuo 2017 così speciale?

    Like

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