Language

Lo stile è una qualità innata, quella che ti fa diventare prezioso e indispensabile collaboratore di Solange e Blood Orange in studio e in tour, prima di avere il tempo di realizzare un album tuo. È la storia del giovane e talentuoso Bryndon Cook aka Starchild, “ragazzino sognatore del Maryland”, che nel frattempo si è diplomato a un prestigioso conservatorio, si è immerso nello studio dell’immensa eredità della black music e si è infilato nella sua magica intersezione con il pop, trovando la propria collocazione come artista sensibile e complesso.
Dopo l’ep Crucial (2016) Starchild pubblica finalmente il suo primo full-lenght, Language, un avvincente viaggio in un coloratissimo funk retro-futuristico, influenzato dal suono sintetico degli anni Ottanta eppure caldo e traboccante di umanità. Dove il funk s’incontra con electro e R&B, si scontrano categorie intellettuali come vecchio e nuovo, bianco e nero, sacro e profano, religione ed erotismo, mentre sullo sfondo aleggia il concetto contemporaneo di amore, paradossalmente sempre meno fisico, nonostante la progressiva seppur lenta caduta dei tabù, e sempre più dipendente dai dispositivi tecnologici che diventano l’unico contatto con la persona amata.
La fine di una storia e il conseguente periodo difficile vissuto da Cook, l’album è luminoso e positivo. Emerge prepotente la voglia di non perdere la fanciullezza, di conservare almeno una parte dello spirito infantile per renderla una risorsa e non un difetto né una debolezza, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da un giovane uomo afroamericano. Bisogna essere forti, perché è la società stessa che lo impone. L’obiettivo di Language è dissipare questi stereotipi, sciogliere queste aspettative, far evaporare le pressioni e le limitazioni sociali.
A supportare Starchild nella registrazione dei brani in studio è stata una band vera e propria, The New Romantic, così le basi di tastiere e sintetizzatori sono state suonate dal vivo per ottenere un’atmosfera più ricca, vibrante e dinamica. E c’è The Newark Boys Choir a sottolineare le frasi più importanti di “Boys Choir”, diventando protagonista nel finale del brano: “Be it understood / This love is mine”.
Trascinante è il funk della title-track, mentre il singolo “Hangin On” è un soul brillante e pieno di sfumature, il miglior biglietto da visita per un artista che si merita finalmente di essere al centro della scena.

Starchild & The New Romantic, Language (Ghostly International)

Language (Ghostly International)

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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