The Great Mixtape Top Five #28

Settimana di Ferragosto, Riviera Adriatica. Finalmente sono spiaggiata e felice – insieme a milioni di altre persone – e posso godere di una migliore prospettiva sul mondo. Provo a guardarmi intorno attraverso le lenti degli occhiali da sole, ma i filtri proteggono soltanto dai raggi UV e non dal becero qualunquismo che mi avvolge insieme al caldo.
Per mantenere il mio stato di pace interiore almeno in vacanza, non tolgo mai le cuffie dalle orecchie, se non per tuffarmi in mare, e mi perdo in pensieri piacevolmente futili, cedendo al fascino di liste e classifiche, che lasciano il tempo che trovano e dopo un’ora sono già superate, ma mi rilassano come la Settimana Enigmistica.

E così la nuova Top Five è dedicata proprio alle ferie, ai luoghi di villeggiatura e alle mete da sogno. Quali sono le canzoni più belle – almeno per il tempo di un Calippo e una birra – dedicate a quelle città che sono anche posti molto turistici e ormai persino stereotipati?

5) “Ni**as in Paris”, Kanye West & Jay-Z (Watch the Throne, 2009). “Parigi val bene una messa”, pare lo abbia detto Enrico IV di Francia nel lontano 1593, ma lo pensano sicuramente anche i due re del rap in carica. Parigi, la città delle luci e dell’amore, tutti ci vanno almeno una volta nella vita.

4) “Bogota Affair”, Kid Creole & The Coconuts (Off the Coast of Me, 1980). In questo freschissimo cocktail di disco e musica caraibica, che poi sarà etichettato come mongrel, si sciolgono tutti i cliché sulla Colombia e sulla sua capitale, che resta una delle metropoli più affascinanti dell’America Latina, ricca di contrasti e contraddizioni.

3) “Fake Tales of San Francisco”, Arctic Monkeys (Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not, 2006). Frisco e la Bay Area sulle tracce della Beat Generation, alla ricerca della libreria City Lights e dei locali frequentati da Lawrence Ferlinghetti, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Neal Cassady, William S. Burroughs e gli altri protagonisti del movimento letterario e culturale più importante del Secondo dopoguerra americano. Non sono sicura che il giovanissimo Alex Turner avesse in mente questo, ma è soprattutto questo che fa di San Francisco una delle mie città dei sogni.

2) “Ibiza Bar”, Pink Floyd (Soundtrack from the film More, 1969). Sull’isola delle Baleari e la sua noche gli stereotipi si sprecano, eppure, così come spunta la canzone che non ti aspetti dal disco meno famoso della band, qui già senza Syd Barrett, Ibiza è anche molto altro: spiagge bellissime, mare cristallino e, soprattutto il Bloop Festival, che arriva quest’anno all’ottava edizione (23 agosto – 8 settembre 2018, “Hope”).

1) “You Can’t Say No In Acapulco”, Elvis Presley (Fun in Acapulco, 1963). Amata e frequentata da tante celebrità hollywoodiane negli anni Cinquanta e Sessanta, la località balneare è diventata oggi la più pericolosa e violenta città messicana a causa del narcotraffico. Ma basta la voce del Re per riportarci ai fasti di un tempo, quando Acapulco era la Mecca del jet-set e l’ambientazione di tanti film.

Anche stavolta mi concedo un bonus, ripensando con un po’ di dispiacere alle canzoni e alle mete che ho dovuto lasciare fuori da questa Top Five.

*) “London Calling”, The Clash (London Calling, 1979). Londra chiama, sempre, da generazioni, e tutti prima o poi rispondono. Un disco speciale, un pezzo speciale per una città altrettanto speciale, che si ama alla follia o si odia con altrettanta forza.

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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