frozenthere

Benvenuto ottobre, con il tuo clima instabile portatore di influenza e malinconia. Ma non mi coglierai impreparata, stavolta saprò come affrontarti.
A cominciare dalla scelta degli album che mi accompagneranno verso il gelido e inesorabile inverno, come frozenthere, il debutto degli Altopalo, quartetto newyorchese composto da Rahm Silverglade, Mike Haldeman, Dillon Treacy e Jesse Bielenberg. A qualche tempo di distanza dal primo ep, noneofuscared, basato soprattutto su un mix di funk e indie rock, la band dimostra di essere cresciuta e di aver trovato una formula più completa, che parte dalla creazione di ambienti elettronici e li arricchisce di sonorità funk, soul e alt-rock.
frozenthere è un disco lento ed essenziale, che sfrutta la sua apparente immobilità per attirare l’ascoltatore nelle profondità del proprio universo sonoro e costringerlo a prestare tutta la sua attenzione. Il basso vibra, gonfio, ma s’interrompe all’istante, mentre gli accordi di chitarra restano in lontananza. Le voci, intense e confidenziali, intime e talvolta confuse, si nascondono dietro il suono lunatico dei sintetizzatori e fra le pieghe dei beat elettronici, minimali e dosati con cura.
A fare da manifesto all’intero album è proprio la title-track, magnetica e disorientante, ma altrettanto toccante è “Pulp”, viscerale e claustrofobica, con Silverglade che alterna gemiti sussurrati e grida primitive, svelando tutto il proprio tormento interiore.
Il tema principale del progetto sembra essere la perdita di umanità in un mondo dipendente dalla tecnologia. Per esempio, “Terra” parla dei sentimenti contrastanti e del disagio causati dall’utilizzo dei social media: “Scroll down to the picture lost in a feed / Scroll down, countin’ thumbs, still dreamin’ of the hearts you hold”.  Con efficacia e grande forza emotiva, la band cattura la disperazione di questi tempi post-moderni, puntando il dito contro la nostra incapacità di staccarci dallo schermo luminoso del telefono e sottolineando l’enorme bisogno di serenità, che invece resta sepolto sotto la nostra ossessione per Like e cuoricini.
frozenthere è un disco da ascoltare in cuffia, magari al buio di notte, quando il silenzio della città consente di concentrarsi sulle sue tracce rarefatte e, già che ci siamo, di riflettere su noi stessi.

Altopalo, frozenthere (Samedi)

frozenthere (Samedi)

 

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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