Jaago जागो

Siamo ancora all’inizio dell’anno, siamo appena – si fa per dire – rientrati al lavoro dopo i bagordi delle feste e molti di noi già pensano alle prossime vacanze. Alzi la mano chi ha già segnato sul calendario la lunga pausa che potremmo concederci tra Pasqua e Primo maggio…
In attesa di viaggiare fisicamente, sognando mete esotiche o programmando gite fuori porta, possiamo cominciare a spostare il nostro orizzonte mentale, ascoltando buona musica che arriva da lontano.
Ammetto che poche volte mi sono interessata alla scena musicale indiana contemporanea, limitandomi a trattare con sufficienza certa dance di plastica o liquidando con un rapido ascolto le colonne sonore bollywoodiane.
Ma proprio dall’India arriva Lifafa, pseudonimo da solista di Suryakant Sawhney, già frontman della band più interessante (e un po’ misteriosa) del Paese, i Peter Cat Recording Co. Attivo già da qualche anno come produttore di musica elettronica, Lifafa ha appena pubblicato un nuovo album, intitolato Jaago (जागो) e autoprodotto, nel quale sovrappone la propria voce calda e baritonale, quasi d’altri tempi, alle stratificazioni sonore delle basi sintetiche.
A catturare l’attenzione fin da subito è la vocalità distintiva dell’artista, che apre e chiude il disco, avvia l’incantesimo e lo interrompe, mentre le otto tracce svelano un’identità sonora contaminata da influenze diverse. Ispirato dal jazz, dalla musica classica e dalle canzoni di Bollywood, ma anche dal soul, dal funk e dalla dance, Lifafa dipinge un paesaggio sonoro originale ed estremamente attuale fatto di beat, campioni e linee di sintetizzatori. Trame apparentemente semplici celano strutture ritmiche complesse, ma la vera forza comunicativa sta tutta nell’atmosfera sognante e vagamente nostalgica dell’album, che avvolge l’ascoltatore e non lo lascia nemmeno dopo la conclusione dell’ultimo brano.

Lifafa, Jaago (self-released)

Jaago (self-released)

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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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