Jimmy Lee

I toni scuri si addicono alla fine dell’estate, all’ultimo giorno di agosto e allo stato d’animo da rientro. Pronti a ricominciare, forse, ma non senza aver prima ricevuto l’abbraccio rassicurante di nuova bellissima musica e la familiarità di una voce amica, che stavolta corrisponde a quella di Raphael Saadiq.
A otto anni di distanza da Stone Rollin’ (2011), il cantautore, politstrumentista e produttore di Oakland, già collaboratore di Prince e poi di D’Angelo, TLC, Mary J Blige, Whitney Houston, Solange ecc., pubblica un nuovo album, intitolato Jimmy Lee e dedicato al fratello maggiore, sieropositivo e scomparso anni fa per un’overdose di eroina.
Un disco cupo, ritenuto necessario dall’artista anche se doloroso, ispirato ai classici del soul e guidato dalla potenza delle emozioni. Le tredici canzoni, scritte e arrangiate con l’inconfondibile eleganza, riflettono con brutale onestà sui sentimenti di perdita e abbandono, ma anche di rabbia, che si provano quando una persona cara – un fratello – viene a mancare per una ragione così assurda come la dipendenza dalle droghe. Talvolta si apre lo spazio per intime ma lucide meditazioni su questo tema, oppure si lascia qualche breve e necessario spiraglio alla positività, superando dolore e cinismo. L’impotenza rispetto agli eventi è palpabile, forse ovvia, ma incantevole è la capacità di raccontarla e trasformarla in poesia.
Da maestro del neo-soul, Saadiq crea melodie orecchiabili e radiofoniche, che scivolano su ritmiche R&B, adattandosi sia a brani più riflessivi e spirituali come “Belongs to God”, sia a momenti morbidamente funk come “So Ready”. Oltre alla partecipazione del chitarrista Rob Bacon nel singolo “Something Keeps Calling”, all’album hanno contribuito altri nomi importanti, come Kendrick Lamar, Ali Shaheed Muhammad degli A Tribe Called Quest e Brook D’Leau.
Raphael Saadiq crea musica senza tempo per riconciliarsi con i traumi più forti della propria esistenza e per affrontare argomenti scottanti e sempre attuali nella società americana, come le ineguaglianze del sistema giudiziario e carcerario. Con Jimmy Lee ci offre la via della bellezza e dell’arte per oltrepassare l’oscurità e uscire dalla notte dell’animo.

album cover
Jimmy Lee (Columbia/Sony)





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About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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