Polyhymnia

Donne coraggiose, donne che hanno contribuito a cambiare il mondo. Questo è il tema di Polyhymnia, terzo album della trombettista jazz britannica, originaria del Bahrein, Yazz Ahmed.
Nel 2015 le fu commissionata la composizione di un’opera estesa, che sarebbe stata eseguita in concerto dalla Nu Civilisation Orchestra in occasione della Giornata internazionale della donna nell’ambito del festival Women of the World al Southbank Centre di Londra. In quel momento cominciò il percorso di studio e ricerca che l’avrebbe portata anche alla pubblicazione di questo disco, proprio a partire dal titolo dedicato a Polimnia, musa greca della pantomima e della danza legate al canto sacro.
Forse ispirata dalla sua figura, Yazz Hamed concepì il lavoro come una lunga suite di sei movimenti, ciascuno scritto con il pensiero rivolto a una donna audace, creativa e determinata che potesse rappresentare un modello. Dopo la premiere dell’opera, la compositrice decise di riprendere lo stesso materiale per ampliare quella materia sonora, includendo nuovi elementi e radunando i compagni della band Hafla insieme ad alcuni fra i più interessanti musicisti della scena londinese.
Dopo lunghe sessioni in studio e successive registrazioni, finalmente la musa Polyhymnia è uscita allo scoperto, muovendosi nell’intersezione fra jazz, folk arabo e sound design, e portando con sé la prima regista saudita Haifaa Al-Mansour (“Lahan al-Mansour”), l’attivista afroamericana Ruby Bridges (“Ruby Bridges”, prima bambina non bianca a frequentare la scuola elementare William Frantz in Louisiana), Malala Yousafzai (“One Girl Among Many” contiene un estratto del suo discorso all’Onu del 2013), Rosa Parks (“2857”, come il numero del famoso autobus), le Suffragette (“Deeds Not Words”) e la sassofonista jazz inglese Barbara Thompson (“Barbara”).
Yazz Hamed, lei stessa modello di talento e determinazione, ha realizzato un album raffinato, movimentato e cangiante, capace di restituire tutta la bellezza, la diversità e la forza delle donne che racconta, ma allo stesso tempo di ispirare tutte le altre a cercare il proprio mezzo di emancipazione e conquista.

album cover
Polyhymnia (Ropeadope)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
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