Nehruvia: My Disregarded Thoughts

L’impressione di essere obbligati in una condizione di prigionia mentale è già piuttosto comune nella società contemporanea, ma forse mai come ora, in questo difficile e lungo periodo di isolamento e relazioni interpersonali mediate dallo schermo, ci è apparsa in tutta la sua brutale realtà.
Nonostante la sua cruda attualità, il giovane rapper Bishop Nehru racconta che i propri pensieri sul tema della schiavitù mentale risalgono al tempo delle superiori e che da allora desidera realizzare un’opera su quello che invece rappresenta una salvezza o una via di fuga da essa, soprattutto per i ragazzi e le ragazze di origine afroamericana. Come possono scappare dalla cultura egemonica che li vorrebbe costretti in una sorta di inesorabile debolezza comunitaria, come possono costruirsi una vita dinamica e un futuro sereno?
Vero e proprio album di formazione, il nuovo Nehruvia: My Disregarded Thoughts è una raccolta di canzoni su questo complesso argomento, una sorta di concept. Nella traccia di apertura, “Colder”, prodotta da Dj Premier (come “Too Lost”), Bishop Nehru è strattonato da Dio e dal diavolo nell’inquietante dialogo tra synth e rullante, mentre vede “i giorni diventare sempre più freddi”.
Mentre il rapper si adatta ai diversi stili musicali che attraversano il disco, il filo conduttore resta l’analisi introspettiva. Nella trap intimista di “In My Zone” Nehru si vanta della propria corazzata solitudine – “I have no friends / I be chillin alone” – ma è solo un modo per veicolare la necessità di amare se stessi contro un mondo virtuale basato sul perenne bisogno di piacere agli altri e di cercare consenso.
Al centro di un universo hip hop fortemente contaminato, che si colora di jazz, pop, rock e blues, Bishop Nehru fa mostra anche di migliorate doti di musicista e produttore e di una notevole crescita artistica. Chiari e scuri di un’atmosfera mutevole e sempre densa sorreggono la profondità di questo lavoro, che tratta un tema complesso a diversi livelli, raccontando le storie da punti di vista alternativi. Come in “little suzie (be okay)”, dove quella che appare come la solita tragica parabola di una tossicodipendenza, svela inediti significati e nuove prospettive. Dice che l’ha imparato da MF Doom e sicuramente lavorare con lui per tanto tempo non può avergli che fatto bene.

artwork
Nehruvia: My Disregarded Thoughts (self-produced)

About claudiagalal

Fifty Italian, fifty Egyptian, vegetarian, music and gigs addicted.
This entry was posted in Music and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.